di Mario Braconi

Se ci si collega all’indirizzo www.wolframalpha.com, ci si trova davanti ad una schermata semplice ed elegante, simile a quella di Google. Tuttavia, la somiglianza tra le due pagine è solo apparente: mentre Google è un motore di ricerca, Wolfram | Alpha (in breve W|A) viene definito “un motore di conoscenza computazionale”: mentre il software messo a punto dalla “Grande G” scandaglia la Rete alla ricerca di tutti i documenti nei quali è contenuta la parola chiave proposta, restituendoci una lista di collegamenti, W|A interpreta la domanda digitata, e calcola una risposta usando un algoritmo e (principalmente) dati presenti nei suoi database. Ideatore del nuovo sistema è Stephen Wolfram.

di Luca Mazzucato

In una notte stellata fuoricittà, al riparo dall'inquinamento luminoso, si possono ammirare i miliardi di stelle che formano la nostra Via Lattea e, con un po' di fortuna, persino la vicina galassia di Andromeda. Ma le stelle e tutto quello che si osserva alzando lo sguardo al cielo é in realtà solo un quinto della materia totale: secondo gli astrofisici, i restanti quattro quinti sono composti di dark matter, materia oscura che non emette luce. Un'entità finora mai osservata. I dati astronomici raccolti negli ultimi mesi e discussi al congresso Planck2009 a Padova potrebbero finalmente aprire le porte su questo mondo parallelo, che se confermato rivoluzionerà la nostra conoscenza dell'universo.

di Mario Braconi

Ci sono ragioni politiche intuitive per le quali la Rete preoccupa i potenti: l’anarchia creativa, l’assenza di un centro di controllo, possibilità pressoché illimitate di comunicare, interagire, condividere, incontrarsi, divertirsi, anche fuori dai canali “ufficiali” e mainstream. Per tentare di mettere le mani su questa cosa fin troppo libera che si chiama Internet senza scatenare una rivoluzione, è necessario far leva su argomenti un po’ diversi (che poi sono sempre gli stessi) il pericolo e la scarsezza: ovvero, attenti, “la Rete è pericolosa” e “la Rete è congestionata”, anche per colpa vostra con tutti quei video che caricate e guardate (senza nemmeno pagare royalty!). Ovviamente, il primo argomento è il migliore amico di chi vuole ficcare il naso nella vita di tutti gli internauti (anche se dice di voler perseguire i criminali), mentre il secondo giustifica i patti scellerati che alcune società internet (in primis Google) stanno cercando di stringere con i fornitori di banda, realizzando le condizioni tecnologiche per una discriminazione dell’accesso sulla base dei contenuti. Di questo passo qualcuno potrà decidere che cosa può essere messo in Rete e che cosa no, un po’ come accade nella Repubblica Popolare Cinese.

di Cinzia Frassi

Mentre ci domandiamo cosa ne sarà della carta stampata in questi tempi di vacche magre, forse non ci siamo accorti di quanto è cambiato il mondo dell’informazione nell’era del web 2.0. Accanto al modello tradizionale, quello cioè del quotidiano che infiliamo sotto il braccio, c’è l’infinito mondo del web con la sua offerta di notizie in un fluire rapido, continuo, inarrestabile. Il cappello di poche righe, un titolo a grandi caratteri, immagini e video, l’informazione on line si presenta affiancata da servizi di ogni genere. Lo sforzo economico di andare on line viene ripagato nelle grandi testate in vari modi: pop up all’accesso, banner pubblicitari di varia grandezza animati e non, link di vari formati a programmi televisivi, forum, chat, messaggi pubblicitari, per non parlare di adsense eccessivi ed invasivi e tutto ciò che può stare in una home page. Ecco come si presenta la maggior parte dei siti che si occupano di news.

di Cinzia Frassi

Il primo a chiedere aiuto al governo Berlusconi è il presidente del gruppo Espresso, Carlo De Benedetti, e lo fa senza mezzi termini. Parlando agli azionisti e comunicando loro la chiusura in perdita di 2,5 milioni del primo trimestre, spiega la forte crisi dell’editoria e, in particolare, dei ricavi pubblicitari: occorrono, dice, “misure straordinarie per le quali deve intervenire il governo”. Note dolenti anche per il colosso Caltagirone Editore. Infatti, il presidente, Francesco Gaetano Caltagirone, davanti all’Assemblea degli azionisti parla di “emergenza drammatica” arrivando perfino ad affermare che dalla “crisi uscirà completamente modificata la geografia e la sostanza dell'editoria italiana”. Lasciando da parte il dilemma se ci sia in Italia chi abbia il vezzo di cavalcare la crisi per portare a casa qualche regalìa del governo, la situazione sembrerebbe proprio grave.


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