A conquistare lo scudetto sarà la squadra che avrà meno voglia di perderlo. Chi si aspettava un Napoli e un’Inter con il coltello fra i denti si è dovuto ricredere un’altra volta: il reciproco scambio di favori continua.
A Parma, il Napoli non va oltre lo 0-0. La squadra di Conte fatica e crea poco, limitandosi a colpire tre legni. Gli emiliani si difendono con ordine.

In questo Campionato che nessuno sembra voler vincere, a due giornate dalle fine, il distacco fra prima e seconda in classifica torna di un solo punto. Contro ogni pronostico, al Diego Armando Maradona, il Napoli passa in vantaggio due volte contro il Genoa (gol di Lukaku e Raspadori), ma in entrambi i casi si fa riprendere dagli ospiti (autorete di Meret e testata vincente di Vasquez).
L’Inter stavolta ne approfitta superando 2-0 il Torino in trasferta. A dir poco insoliti i marcatori: Zalewski, con un destro a giro da fuori, e Asllani su rigore. Nel mezzo, un'interruzione per pioggia che forse avrà ricordato a Simone Inzaghi quella del 14 maggio del 2000 in Perugia-Juventus.

Juventus, Roma e Lazio a 63 punti, Bologna a 62 e Fiorentina a 59. A tre giornate dalla fine del Campionato è questa la situazione in classifica ai piedi del podio: cinque squadre che si contendono il quarto posto, l’ultimo biglietto per la prossima Champions League.
Un mucchio selvaggio generato soprattutto dal pareggio per 1-1 fra Bologna e Juventus: al Dall’Ara, Thuram porta in vantaggio i bianconeri nel primo tempo con un tiro da fuori, ma nella ripresa gli emiliani rispondono con una rete di Freuler (decisiva una deviazione di Veiga).

La stanchezza, gli infortuni, lo scarso talento di Inzaghi nel gestire i periodi con la tensione alle stelle. Quale che sia il motivo principale, la notizia calcistica è che nell’Inter qualcosa si è spento. Dopo il ko di Bologna e la clamorosa eliminazione per mano del Milan in Coppa Italia, i nerazzurri perdono anche a San Siro contro la Roma e salutano così la vetta della classifica. I giallorossi (al 18esimo risultato utile consecutivo) passano con un gol di Soulé nel primo tempo e poi sprecano una valanga di occasioni per raddoppiare, ma incassano comunque tre punti pesantissimi in chiave Europa.
La nuova capolista della Serie A è il Napoli, che in una settimana passa da -3 a +3 sull’Inter. Al Diego Armando Maradona, gli azzurri si impongono per 2-0 sul Torino grazie a una doppietta nel primo tempo di McTominay, vero e proprio eroe di questo finale di stagione partenopeo. In caso di scudetto, c’è da scommettere che fra otto mesi le statuine dello scozzese affolleranno i presepi napoletani.
Dopo due vittorie consecutive torna a steccare l’Atalanta, che in casa contro il Lecce non va oltre l’1-1. Al gol su calcio di rigore di Karlsson risponde quello di Retegui. I salentini protestano contro la Lega: avrebbero voluto rinviare la partita a causa della morte del loro fisioterapista Graziano Fiorita.
La Dea si ritrova così con soli tre punti di vantaggio sulla Juventus, vittoriosa per 2-0 allo Stadium contro il Monza: in rete Nico Gonzalez e Kolo Muani. La Signora torna così da sola al quarto posto in attesa delle partite di Bologna e Lazio.
Partite che nel posticipo raccontano di un pareggio al Tardini dopo che la Lazio era andata sotto per due a zero (e che conferma come Chivu sia riuscito a dare al Parma una fisionomia seria), una splendida vittoria fuori casa del Cagliari sul Verona e un pareggio tra Udinese e Bologna forse inaspettato.

La giornata registra poi la seconda vittoria consecutiva per la Fiorentina, che si aggiudica per 2-1 il derby casalingo contro l’Empoli. I gol di Adli e Mandragora permettono ai viola di continuare a sognare la Champions. Alla squadra di D'Aversa, invece, non basta il gol di Fazzini: la salvezza ora si allontana.
Vince anche il Milan, 2-0 sul campo del Venezia. Apre le marcature Pulisic, poi Gimenez entra dalla panchina e torna al gol su assist di Reijnders.
Chiude il quadro della domenica di calcio il quarto successo consecutivo del Como, che passa di misura in casa contro il Genoa. Decide l’incontro un gol di Strefezza: il brasiliano, alla quarta rete, sfrutta al meglio un assist di Cutrone.

C’è da credere che, fra qualche decennio, a Bologna si parlerà ancora della semirovesciata di Orsolini al 93esimo contro l’Inter. I nerazzurri hanno difeso malissimo (“eravamo 7 contro 3”, ha ammesso poi Barella), ma il gesto dell’attaccante marchigiano rimane e rischia di lanciare la squadra emiliana verso una seconda qualificazione alla Champions League, ancora più clamorosa della prima.
La squadra di Inzaghi incassa così la quarta sconfitta di questo Campionato, ma l’allenatore non ci sta: “La penultima rimessa è stata battuta 12 metri avanti, non può essere valida”.
Di sicuro, ora l’Inter si ritrova con gli stessi punti del Napoli, che in trasferta contro il Monza ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo. A risolvere la gara ci pensa ancora lo scozzese McTominay, bomber di questo finale di stagione.
Dopo due pareggi consecutivi (contro Juve e Lazio), torna a vincere la Roma. All’Olimpico contro il Verona basta un gol di Shomurodov dopo 4 minuti, una rete propiziata dall’ennesimo lampo di fantasia e classe scaturito dai piedi di Soulé. Diciassettesimo risultato utile consecutivo in campionato per i giallorossi: un passo incredibile per chi ancora ricorda i tempi di De Rossi e Juric.
Momento d’oro anche per il Como di Fabregas, che ormai non solo può dire di essersi salvato con agio, ma si toglie anche il capriccio di avvicinare la metà della classifica. Sul campo del Lecce, i biancoblù passano addirittura 3-0 con due gol di Diao e uno di Goldaniga. L’anima della squadra rimane però Nico Paz, forse l’unico centrocampista giovane della Serie A ad avere il dono dell’estro. Per i salentini si tratta invece della quarta sconfitta nelle ultime cinque partite e ora la situazione in classifica si fa difficile.
Il Lecce è infatti quartultimo, ma ora con un solo punto di vantaggio sull’accoppiata Empoli-Venezia, che hanno giocato fra di loro pareggiando per 2-2. Dopo un primo tempo noioso, la partita si accende nella ripresa: Yeboah risponde al gol di Fazzini, poi una perla di Anjorin regala il 2-2 finale alla squadra di D'Aversa dopo il secondo provvisorio vantaggio di Busio.

Nel posticipo l'Atalanta supera il Milan a San Siro, aprendo un ennesimo interrogativo su Conceicao e sull'intera gestione rossonera di questa stagione e ridanno un po' di respiro agli orobici che sembrava avessero perso l'abitudine a vincere.


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