Il Milan non sbaglia, l’Inter non molla. Non senza fatica, i rossoneri piegano la Fiorentina a San Siro (1-0 con gol di Leao all’82esimo su un errore di Terracciano) e fanno un altro passo verso lo scudetto. Per laurearsi campione d’Italia a prescindere dai risultati altrui, la squadra di Pioli dovrà ottenere almeno due vittorie e un pareggio nelle ultime tre sfide di questo campionato.

Con un gol di Tonali al 92esimo, il Milan batte in rimonta 2-1 la Lazio all’Olimpico e rimane in corsa per lo scudetto insieme all’Inter. Il Napoli, invece, abbandona ogni speranza di rientrare e lo fa nel modo più incredibile. Sul campo di una squadra che non vinceva da dicembre, l’Empoli, gli azzurri si ritrovano in vantaggio per 2-0 al minuto 79 e riescono a farsi rimontare. I toscani passano tre volte in meno di dieci minuti e il secondo gol, con Pinamonti che leva la palla a Meret, dovrebbe essere preso a manifesto contro l’ossessione di far giocare i portieri con i piedi. Di gente come Neuer o Ederson, in Italia, semplicemente non ne abbiamo: occorre farsene una ragione.

L’Inter ringrazia e si porta a +5 sui partenopei, per giunta con una partita in meno. In uno degli anticipi di giornata, i nerazzurri dominano la Roma dell’ex Mourinho con una facilità imprevista: 3-1 senza storia. Da ricordare il secondo gol dei padroni di casa, firmato da Brozovic con una serie di finte seguite da un destro sotto l’incrocio.

La sconfitta della Roma avrebbe dovuto permettere alla Fiorentina di scavalcare in classifica proprio i giallorossi.

I viola però (che hanno ancora una partita da recuperare) rimediano una sconfitta clamorosa sul campo della Salernitana, che si impone per 2-1 con i gol di Djuric e Bonazzoli (dopo il pareggio momentaneo di Saponara). Per la prima volta nella loro storia, i campani vincono tre partite di fila in Serie A: un filotto che ora consente di sperare in una salvezza da impresa epica.

Il Cagliari, infatti, perde 1-0 sul campo del Genoa (quarta sconfitta nelle ultime cinque partite) e ormai conserva solo tre punti di distacco sulla coppia composta dalla Salernitana e proprio dal Genoa, appaiate in penultima posizione con 25 punti. La vittoria fondamentale del Grifone arriva grazie a un gol segnato da Badelj all’89esimo.

Successo facile per l’Atalanta, che passa 3-1 sul campo di un Venezia in caduta libera. La Dea torna a vincere dopo tre ko grazie ai gol di Pasalic, Zapata e Muriel e può continuare la rincorsa all'Europa. Per i lagunari di Zanetti, all'ottava sconfitta di fila, la rete di Crnigoj non basta. E ora per la salvezza si fa dura.

Torino-Spezia finisce 2-1 per i granata, che passano con una doppietta del serbo Lukic.

In attesa di Sassuolo-Juventus, che si gioca questa sera, chiudono il quadro della giornata due pareggi sostanzialmente inutili per la classifica: il 2-2 di Bologna-Udinese (Sansone firma il pari finale dopo le reti di Hickey, Udogie e Success) e l’1-1 di Verona-Sampdoria (Caprari risponde a Caputo).

A meno di cataclismi, il Napoli si tira definitivamente fuori dalla corsa scudetto. Con il pareggio per 1-1 contro la Roma (reti di Insigne su rigore nel primo tempo e di El Shaarawy al 90esimo), gli azzurri scivolano a -4 dal Milan e a -2 dall’Inter, che però ha una partita in meno.

Le due milanesi escono infatti con 6 punti dai rispettivi scontri liguri. L’Inter passa 3-1 sul campo dello Spezia: Inzaghi non fa turnover, i suoi soffrono all'inizio dei due tempi ma piazzano i colpi vincenti al momento giusto con Brozovic, Lautaro e Sanchez.

Il Milan fallisce per la seconda volta la possibilità di involarsi non riuscendo a superare il Torino ed ora guida la classifica con due punti di vantaggio sul Napoli e sull'Inter, che ha però da recuperare il match con il Bologna. Il Napoli, dal canto suo, come nel 2019, vede buona parte delle sue speranze di scudetto infrangersi sul muro della Fiorentina. Tre anni fa – era sempre aprile – l’armata di Sarri cedeva di schianto al Franchi, spianando la strada alla Juve. Quest’anno è ancora peggio: gli azzurri perdono 3-2 in casa, al Diego Armando Maradona, dove si sono consumate ben cinque delle loro sei sconfitte stagionali. La squadra di Italiano si porta avanti con Nico Gonzalez nel primo tempo, poi Mertens trova il pareggio nella ripresa, ma subito dopo arrivano i gol di Ikoné e Cabral. Inutile la marcatura di Osimhen all'84esimo.

 

Ne approfitta l’Inter, che battendo 2-0 il Verona in uno degli anticipi di giornata raggiunge proprio la squadra di Spalletti al secondo posto, con 66 punti. Grande primo tempo dei nerazzurri, che davanti a oltre 61mila spettatori vanno a segno con Barella e Dzeko, chiudendo la pratica nella prima frazione.

La Juve consolida il quarto posto vincendo in rimonta per 2-1 a Cagliari. Joao Pedro illude i padroni di casa trovando il gol dopo 10 minuti. Poco prima dell’intervallo De Ligt firma il pari, poi Vlahovic va a segno al 75esimo su assist di Dybala.

Nella lotta per l’Europa, l’Atalanta, pur con una partita in meno, scivola all’ottavo posto, perdendo in trasferta per 2-0 contro il Sassuolo. Decide l’incontro una doppietta di Traore.

Vincono invece le romane. I giallorossi superano in rimonta 2-1 la Salernitana all’Olimpico: ospiti in vantaggio con una punizione di Radovanovic nel primo tempo, poi gli uomini di Mou nella ripresa cambiano passo e con le reti di Perez e Smalling si prendono i tre punti.

La Lazio batte invece 4-1 a Marassi il Genoa grazie a un gol di Marusic e a una tripletta di Immobile.

I liguri rimangono però appaiati al penultimo posto con il Venezia, che prima trova il pari contro l’Udinese all’85esimo, ma poi si fa beffare in pieno recupero e perde ancora.

Chiude il quadro della giornata lo 0-0 inutile fra Empoli e Spezia. I toscani non vincono una partita da inizio dicembre, ma sono praticamente certi di non rischiare la retrocessione. A dimostrazione del fatto che la Serie A con 20 squadre non è stata la più geniale delle idee. 

Con una partita tutta muscoli e cuore, l''Inter batte la Juventus all'Allianz Stadium e si aggiudica il derby d'Italia per 1 a 0 con il rigore (ripetuto) di Chalanoglu. Inter contratta e ferma sulle gambe come negli ultimi due mesi che patisce l'assenza di De Vrji dietro e a centrocampo le non perfette condizioni di Brozovic che rientra dopo tre partite. In una partita di sostanziale contenimento, le punte nerazzurre non brillano e Inzaghi si trova una squadra che, sebbene vittoriosa, ha evidenti problemi di tenuta psicologica e fisica.


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