di Carlo Benedetti

Mintimer Sajmiev Nella scena politica della Russia post-sovietica emerge un personaggio che potrebbe segnare pagine destinate a sconvolgere la geopolitica locale, favorendo lo sviluppo dell'Islam pur conservandone una propria e riconoscibile identità sociale, politica, culturale e religiosa. E' un uomo che, con carisma e pragmatismo, sta ricostruendo la carta etnica dell'intero Paese. Si muove con estrema cautela e tesse, perfezionando e sviluppando tecniche di penetrazione, una rete che va oltre i confini russi.
Il suo nome è Mintimer Sajmiev. Musulmano di Kasan, nato nel 1937 ed attualmente Presidente della Repubblica del Tatarstan. Da anni leader incontrastato della regione dove, accanto al tricolore di Mosca, la bandiera verde dell'Islam sventola su un'area di 68mila chilometri quadrati con una popolazione di oltre cinque milioni, in stragrande maggioranza musulmani. Sajmiev - ingegnere meccanico - viene come tutti dalle fila del Partito Comunista. E' stato funzionario, poi Segretario regionale e membro del Comitato Centrale. Ed è arrivato alle più alte cariche istituzionali. La Repubblica dei tartari deve a lui la "Dichiarazione sulla sovranità nazionale" ed una linea politica centrista basata sulla stabilità e sullo sviluppo delle tradizioni locali, su valori e consuetudini che sembravano perduti per i cittadini del Tatarstan. Tutti valori che per l'intera regione sono quelli che si riallacciano all'Islam.

di Bianca Cerri

Michael Morales Michael Morales doveva essere giustiziato il 21 febbraio in California ma i suoi legali si sono appellati al principio dell'8° emendamento della Costituzione Usa che vieta le punizioni crudeli e disumane. Una grana inaspettata per il giudice Jeremy Fogel che, alla fine, ha deciso di richiedere la presenza di due anestesisti esperti in grado di accertare che al condannato non venissero inflitte sofferenze inutili. Ma l'Associazione Nazionale Anestesisti Usa ha respinto con grande fermezza di venire meno al fondamento stesso dell'etica medica che si basa sulla salvaguardia della vita e non sulla sua soppressione. Non sapendo come uscire dall'impasse, Fogel ha chiesto al governatore della California Schwarzenegger di graziare il condannato del quale non si conosce ancora il destino.

di Fabrizio Casari

Il Palazzo di Vetro Che differenza c'è tra una Commissione ed un Consiglio? E perché il secondo sostituirebbe la prima, visto che si tratta comunque di organismi delle Nazioni Unite? Cambiare la dicitura, mantenendo le stesse prerogative, funzioni e poteri, potrebbe sembrare un artificio verbale, un modo di chiamare la stessa cosa con due nomi diversi. Invece no. Si cambia il nome per cambiare la sostanza. Le Nazioni Unite, nella Dichiarazione finale dell'Assemblea del settembre 2005, avevano deciso di abolire la Commissione per i Diritti Umani, sostituendola con il Consiglio dei Diritti Umani. Ed ora sono riuniti in conclave, in un Palazzo di Vetro poco trasparente, con la ferma intenzione di garantire ai primi quello che gli ultimi potrebbero sottrargli: il potere di conoscere, analizzare, deliberare. Quali saranno le differenze tra i due organismi? La Commissione per i Diritti Umani si componeva di cinquantatre Stati, che rappresentavano in qualche modo i diversi continenti e le diverse aree geopolitiche. I suoi membri venivano nominati a rotazione ed i dossier che analizzavano, giudicavano e sui quali deliberavano, erano composti da rapporti su tutti i temi relazionati con i diritti umani.

di Carlo Benedetti

L'arrivo era previsto dopo il 18 aprile 1948. Dovevano occupare piazza San Pietro e far bere i loro cavalli nelle due fontane del 1600…Erano i tanto temuti "cosacchi" dell'armata sovietica presentati - dalla Dc di De Gasperi - come una minaccia per la democrazia e la libertà del nostro Paese. Allora non arrivarono. Ma oggi - con l'aiuto di Berlusconi, che di De Gasperi si dice erede - arrivano i nuovi "cosacchi" che questa volta, a suon di dollari, occupano importanti settori dell'economia italiana.
La notizia è questa: l'11 febbraio a Palazzo Chigi viene firmato un protocollo d'intesa per la costituzione di una "Newco" destinata all'acquisto dell'attività della holding italiana Finmek, da parte della società russa Sistema. L'accordo - riferiscono le agenzie di stampa - prevede che gli investitori russi e italiani sviluppino un'azione di rilancio industriale dei complessi aziendali facenti capo alla Finmek (che versano da tempo in condizioni di crisi) sulla base di un piano industriale predisposto dallo stesso gruppo Finmek. "Al termine della cerimonia - si legge nel comunicato stampa ufficiale - il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alla presenza del ministro delle Attività produttive Claudio Scajola e del sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, ha ricevuto gli imprenditori russi e italiani che hanno aderito all'intesa". Tutto ok, quindi.

di Maurizio Musolino

Dopo aver sorpreso molti osservatori (per lo più distratti) vincendo le elezioni legislative dello scorso gennaio, Hamas continua a spiazzare quanti si aspettavano dal partito islamico una condotta chiusa e oltranzista. Infatti a poche settimane dalla vittoria elettorale sta dimostrandosi capace di interagire sia sul fronte interno che su quello esterno. All'interno Hamas dovrà dimostrare di saper dare risposte ad una popolazione stremata da una durissima occupazione militare israeliana e delusa dalla passata leaderships dell'Anp. Nel campo internazionale dovrà evitare un isolamento pericoloso, che chiuderebbe ogni speranza ad ipotesi di pace. E così, sbrigata la prima partita istituzionale con l'insediamento del Parlamento palestinese e il giuramento a Ramallah dei neodeputati, è partita ufficialmente la seconda legislatura dell'Assemblea legislativa. E bene ricordare che su 132 seggi del Consiglio legislativo palestinese, 74, la maggioranza, sono stati assegnati ad Hamas. Al termine di questa prima seduta del Parlamento, i neodeputati, con 70 voti a favore contro 46 schede bianche, hanno eletto Aziz Dweik, esponente di Hamas, alla presidenza.


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