Il mito di Enzo Ferrari arriva al cinema con il film del regista Michael Mann, Ferrari. Tratto dal romanzo "Enzo Ferrari: The Man, The Cars, The Races, The Machine" di Brock Yates, narra la storia dell'ex pilota e costruttore delle auto più famose al mondo, nella Modena del 1957.

Ferrari (Adam Driver) sta vivendo una crisi personale e professionale. L’azienda, che dieci anni prima aveva creato dal nulla, è in grave difficoltà e anche il matrimonio con la moglie Laura (Penelope Cruz) sta diventando sempre più tempestoso, dopo la morte del loro unico figlio Dino e la scoperta dell’esistenza di Piero, il figlio che Ferrari aveva avuto da una relazione extraconiugale. In cerca di riscatto, il “Drake” decide di puntare tutto su una gara di velocità che si disputa in Italia: la leggendaria Mille Miglia.

Un racconto sulla diversità, sulla giustizia e sul coraggio quella messa in scena da Giorgio Diritto con Lubo. La pellicola narra la storia di un nomade, un artista di strada che nel 1939 viene chiamato nell’esercito elvetico a difendere i confini nazionali dal rischio di un’invasione tedesca. Poco tempo dopo scopre che sua moglie è morta nel tentativo di impedire ai gendarmi di prendere i loro tre figli piccoli, strappati alla famiglia in quanto Jenisch, come da programma di rieducazione nazionale per i bambini di strada (Hilfswerk für die Kinder der Landstrasse). Lubo sa che non avrà più pace fino a quando non avrà ritrovato i suoi figli e ottenuto giustizia per la sua storia e per quella di tutti i diversi come lui.

Tratto dal romanzo “Il Seminatore” di Mario Cavatore, da cui prende liberamente riferimento il progetto di questo film, inizia con l’incipit “gli zingari sono sempre stati un problema”.

Il regista e artista italiano Desiderio (Sanzi) torna in scena con un nuovo progetto intitolato “El Bosque”, uno spin-off connesso al suo ultimo lavoro da regista, il cortometraggio Mirtillo, che sta riscontrando molto successo tra i Festival di Short Film: 8 Premi come miglior “Best Fantasy” sia in Italia che all’estero e oltre 10 selezioni ufficiali ottenute.

Mirtillo nasce dopo la mostra pubblica “Malebolge” realizzata a fine 2019 a cura di Lorenzo Rubini all’interno dell’ex Chiesa di Amelia, nove grandi tele inserite nei cassettoni originali della chiesa che rappresentavano l’Inferno dantesco, anticipando di un anno Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri.

Comandante, diretto da Edoardo De Angelis, con Pierfrancesco Favino, ha aperto l'80. edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

All’inizio della Seconda guerra mondiale Salvatore Todaro comanda il sommergibile Cappellini della Regia Marina. Nell’ottobre del 1940, mentre naviga in Atlantico, nel buio della notte si profila la sagoma di un mercantile che viaggia a luci spente, il Kabalo, che in seguito si scoprirà di nazionalità belga e carico di materiale bellico inglese, che apre improvvisamente il fuoco contro il sommergibile e l'equipaggio italiano.

In concorso all'80esima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il nuovo film di Saverio Costanzo, Finalmente l’alba, narra il viaggio lungo una notte di una ragazza romana, Mimosa, la quale, nella Cinecittà degli anni 50, diventa la protagonista di ore per lei memorabili che da ragazza la trasformeranno in donna.

La giovane donna, in procinto di sposarsi con un uomo che piace di più alla sua famiglia che non a lei, vuole diventare un'attrice e, per questo, si reca negli studi di Cinecittà, per fare un provino come comparsa.

Per lei si apriranno le porte di un mondo fatto di grandi emozioni, un passaggio verso l'età adulta che la trasformerà e le farà conoscere se stessa.

Sono diversi i personaggi che ruotano attorno alla protagonista: Josephine Esperanto, la star del film che si sta girando a Cinecittà, una veterana della Hollywood classica che si sente minacciata dalla nuova generazione di attori "naturalistici" rappresentata da Sean Lockwood, un altro protagonista della pellicola; Rufus Priori, un gallerista americano amico di Josephine, che condurrà l'improbabile gruppo nel loro viaggio attraverso la notte.

"Inizialmente - afferma il regista - volevo scrivere un film sull’omicidio della giovanissima Wilma Montesi, avvenuto nell’aprile del 1953, che rappresentò per l’Italia il primo caso di assassinio mediatico. La stampa speculò sulla vicenda, che coinvolgeva personalità della politica e dello spettacolo, e nel pubblico nacque un’ossessione che presto diventò indifferenza. La vittima scomparve dalle cronache per fare posto alla passerella dei suoi possibili carnefici". Poi, come accade spesso scrivendo, "l’idea iniziale è cambiata e piuttosto che far morire un’innocente ne ho cercato il riscatto. Mi piace infatti pensare che Finalmente l’alba sia un film sul riscatto dei semplici, degli ingenui, di chi è ancora capace di guardare il mondo con stupore. La protagonista Mimosa è un foglio bianco, su cui ognuno dei personaggi in cui s’imbatte scrive la sua storia, senza paura di essere giudicato. Mimosa è una ragazza semplice, una giovanissima comparsa di Cinecittà che nella Roma degli anni Cinquanta accetta l’invito mondano di un gruppo di attori americani e con loro trascorre una notte infinita. Ne uscirà diversa, all’alba, scoprendo che il coraggio non serve a ripagare le aspettative degli altri, ma a scoprire chi siamo", conclude Costanzo.

Il film sarà distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 14 dicembre.

Finalmente l'alba (Italia 2023)

Regia: Saverio Costanzo

Cast: Lily James, Rebecca Antonaci, Joe Keery, Rachel Sennott, Alba Rohrwacher, Willem Dafoe

Sceneggiatura: Saverio Costanzo

Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom

Distribuzione: 01 Distribution

Produzione: Wildside con Rai Cinema in collaborazione con Fremantle, con Cinecittà S.p.A. e con Filmnation Entertainment


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