Nella relazione annuale del Dipartimento di Stato sui diritti umani, gli Stati Uniti hanno bollato Cina, Iran, Russia e Corea del Nord come “forze dell’instabilità” per le loro presunte violazioni dei diritti umani. Il rapporto si è anche scagliato contro lo Xinjiang cinese e negli affari tibetani.

 

Un giorno prima della pubblicazione del rapporto, il Dipartimento di Stato ha invitato diversi giornalisti uiguri di Radio Free Asia al suo briefing quotidiano e ha lanciato calunnie circa la situazione nello Xinjiang. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero agire attraverso il Global Magnitsky Act. I media occidentali hanno immaginato che gli Stati Uniti stiano considerando la possibilità di sanzionare dei funzionari cinesi.

Questa è la storia di una città chiamata Douma, un luogo devastato e puzzolente di blocchi di appartamenti distrutti - e di una clinica sotterranea le cui immagini di sofferenza hanno permesso a tre delle nazioni più potenti del mondo occidentale di bombardare la Siria la scorsa settimana. C’è anche un dottore amichevole in un cappotto verde che, quando lo rintraccio nella stessa clinica, mi dice allegramente che la ripresa del “a gas” che ha fatto orrore al mondo - nonostante tutti i dubbiosi - è perfettamente genuina.

 

Le storie di guerra, tuttavia, hanno l’abitudine di diventare più oscure. Per lo stesso dottore siriano di 58 anni c’è qualcosa di profondamente scomodo: i pazienti, dice, sono stati sopraffatti non dal gas ma dalla fame di ossigeno nei tunnel pieni di spazzatura e negli scantinati in cui vivevano, in una notte di vento e bombardamenti pesanti che hanno scatenato una tempesta di polvere.

Quando Macron era candidato alla presidenza della repubblica ignorava tutto delle relazioni internazionali. Il suo mentore, il capo dell’Ispezione Generale delle Finanze (corpo di 300 alti funzionari), Jean-Pierre Jouyet, lo beneficiò d’una formazione accelerata. I predecessori di Macron, Nicolas Sarkozy e François Hollande, avevano considerevolmente indebolito il prestigio della Francia.

 

Per mancanza di obiettivi prioritari e per i numerosi voltafaccia, la posizione della Francia era percepita come “inconsistente”. Macron ha iniziato il proprio mandato incontrando il maggior numero possibile di capi di Stato e di governo per dimostrare che la Francia sta rioccupando un ruolo di potenza mediatrice, capace di dialogare con tutti.

Sta messo davvero male l’Occidente se è costretto a rilanciare la guerra fredda solo per trovare legittimità a se stesso, come fa la premier britannica May dopo il disastro della sua leadership e del suo governo a seguito della scellerata Brexit; e come si atteggia il presidente Usa Donald Trump nel caos del cambio di casacca con i tanti ministri buttati via mentre resta sotto tiro manco a dirlo proprio del caso Russiagate, vale a dire l’accusa della presunta influenza russa sulla sua vittoria e quindi sulla debacle dei democratici che invece deriva dai fallimenti americani nelle troppe guerre mediorientali ancora in corso.

Che cosa avverrebbe se caccia russi Sukhoi Su 35, schierati nell’aeroporto di Zurigo a una decina di minuti di volo da Milano, pattugliassero il confine con l’Italia con la motivazione di proteggere la Svizzera dall’aggressione italiana? A Roma l’intero parlamento insorgerebbe, chiedendo immediate contromisure diplomatiche e militari.

 

Lo stesso parlamento, invece, sostanzialmente accetta e passa sotto silenzio la decisione Nato di schierare 8 caccia italiani Eurofighter Typhoon nella base di Amari in Estonia, a una decina di minuti di volo da San Pietroburgo, per pattugliare il confine con la Russia con la motivazione di proteggere i paesi baltici dalla «aggressione russa». La fake news con la quale la Nato sotto comando Usa giustifica la sempre più pericolosa escalation miitare contro la Russia in Europa.


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