di Barbara Spinelli

Sono molti a turbarsi, e con ragione, per le offese del Movimento 5 Stelle ai rappresentanti dello Stato. Per la misoginia che colpisce il Presidente della Camera, per il «boia» gridato al Capo dello Stato. Per i libri bruciati in immagine di Corrado Augias, accusato di troppa e incongrua violenza critica. Ma forse è venuto il momento di analizzare quel che sta sotto la pentola di tanto caos. Di capire la fiamma che la surriscalda. Grillo infatti non è la causa del caos. Ne è il prodromo, il sintomo. Se non esaminiamo questi sottosuoli resteremo coi nostri sentimenti: di tristezza, di nudità politica. Alla ferita non sapremo dare un nome, continueremo a pescare solo nel passato. Sintomo, ricordiamolo, significa anche caduta, e comunque la segnala.

di Emma Mancini

Betlemme. Mentre il mondo guarda alla Siria e Washington si arrampica sugli specchi per dimostrare l'utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Bashar al-Assad, spuntano nuove rivelazioni sugli arsenali in mano israeliana. In un reportage di Foreign Policy, pubblicato due giorni fa, compaiono documenti della CIA secondo la quale nel 1983 Tel Aviv ha avviato un vasto programma per rifornirsi di armi chimiche.

di Marinella Correggia

Il ministro italiano Terzi come l’emiro del Qatar e il re dell’Arabia Saudita. In prima linea nel fomentare la guerra in Siria e nel boicottare soluzioni negoziali sostenibili. Al Corriere della Sera il responsabile della Farnesina ha dichiarato che ospiterà il prossimo 28 febbraio a Roma la riunione degli “undici paesi più coinvolti nella gestione della crisi siriana” (una versione concentrata del gruppone degli “Amici della Siria” riunitosi a Parigi a fine gennaio), più la “Coalizione di Doha”, opposizione che incorpora una parte degli armati).

di  Nena News

Roma, 17 settembre 2012. I gruppi di opposizione al regime di Bashar al Assad si sono macchiati di crimini di guerra. È il contenuto del nuovo rapporto di Human Rights Watch, commissionato dalle Nazioni Unite, che avvertono: l'escalation di violenza in Siria è da imputare alla presenza crescente di combattenti stranieri.

di Giorgia Grifoni

Alle elezioni algerine ha trionfato le pouvoir, come i cittadini qui designano il regime. “Impossibile -  ribatte l’analista politico Lahouari Addi de l’Institut d’Etudes Politiques de Lyon, riportato dal New York Times - perché il Fln è rifiutato dalla popolazione. In elezioni  oneste, la gente avrebbe votato per gli Islamisti”.  Dopo il voto di giovedì per il rinnovo della Camera bassa del Parlamento - voto che ha visto il partito del presidente Bouteflika trionfare e accaparrarsi quasi la metà dei seggi - il Paese è incredulo. Ieri, a meno di 20 dalla chiusura dei seggi, il ministro dell’Interno Daho Ould Kablia ha dichiarato con certezza che 220 posti in Parlamento su 462 andranno al Fronte di liberazione nazionale (Fln), il partito che da cinquant’anni guida lo stato nordafricano.


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