Quindici milioni di euro. A tanto equivale lo spreco alimentare di filiera, dalla produzione alla distribuzione, valendo lo 0,88 per cento del Prodotto Interno Lordo italiano. E undici miliardi, rappresentando i quattro quinti dello spreco complessivo, quello misurato nelle case degli abitanti del Belpaese. A dare i numeri, in occasione della sesta Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, Waste Watcher, alla Fao.

 

Mentre ottocentoventuno milioni di individui sulla terra soffrono la fame e una persona su tre è malnutrita, una persona su otto è affetta da obesità e il 20 per cento degli intervistati nel Rapporto 2019 dichiara che lo spreco alimentare non è domestico bensì nel commercio e nel pubblico, dalle scuole agli ospedali, dagli uffici alle caserme.

Non sono solo le condizioni meteo-climatiche della pianura padana a determinare l’inquinamento atmosferico in Italia. A dirla con l’ISPRA e con l’Agenzia Europea per l’ambiente, a inquinare l’aria delle città italiane è la mobilità insostenibile. Sono il particolato sottile, l’ossido d’azoto e l’ozono troposferico che nel 2018, secondo il dossier Mal’Aria di città 2019 di Legambiente, hanno superato i loro limiti giornalieri consentiti in ben cinquantacinque capoluoghi di provincia. Come se i cittadini di questi centri urbani avessero respirato aria malsana per quattro mesi di fila.

“La povertà non è solo quella che chiede l’elemosina agli angoli delle strade e che necessita di un piatto caldo ma assume sfaccettature che si intrecciano con la vita apparentemente normale del nostro vicino di casa”, si legge nel dossier La povertà a Roma: un punto di vista, redatto da Caritas Roma.

 

Spesso, fuori dalle statistiche ufficiali che non sempre sono capaci di “registrare l’incubazione e il travaglio di situazioni limite”. Sono gravi fragilità interstiziali, sfuggenti e che hanno “bisogno di cose diverse da quello che potrebbe sembrare il loro bisogno più urgente”. Che la desertificazione dell’umanità lascia ai margini e le esigenze del sistema sovrastano quelle delle singole persone.

Non una mera crescita economica ma la promozione di ogni essere umano. Così dovrebbe essere concepito il turismo. “Un’opportunità, concreta e feconda, di crescita, non solo economica, ma umana, sociale e spirituale, secondo una logica di responsabilità”, si legge nel report Paradisi perduti? Viaggiatori responsabili per un turismo che sviluppa le comunità locali, redatto da Caritas.

 

Un turismo al servizio della realizzazione dello sviluppo sociale, considerato che “il turismo, a volte, disegna situazioni drammaticamente contradditorie nel contrasto tra la povertà di molti e la ricchezza di pochi” e ha conseguenze dirette anche sull’ambiente. Perché crescita e sviluppo non sono sinonimi, essendo la prima connotata da valore quantitativo e il secondo da elementi di qualità. Per “uno sviluppo sostenibile, dunque, bisogna uscire da una mera logica del profitto e passare a vedere la contemporaneità di tre valori di base: la prosperità economica, la qualità ambientale e la giustizia sociale”. Con al centro l’uomo e l’ambiente.

Con una temperatura superiore di 1,53 gradi rispetto alla media, il 2018 è ufficialmente - dal 1800 - l’anno più caldo per l’Italia. Che, trovandosi al centro di un’area considerata un hot spot del cambiamento climatico, potrebbe essere una delle aree più sensibili alle conseguenze (imprevedibili) nel rapporto tra temperatura dei mari, venti e precipitazioni.

 

Sono le città, le zone più a rischio. Per due motivi: per il consumo e l’impermeabilizzazione dei suoli prodotti - negli ultimi settanta anni - da case, capannoni, strade e parcheggi; perché viviamo in uno dei paesi più delicati dal punto di vista idrogeologico del mondo. Nel 2018 si sono registrati centoquarantotto eventi con impatti rilevanti: si è aperto con la siccità record registrata nel centro-sud, è stato caratterizzato - più di altri anni - da trombe d’aria sempre più intense che hanno fatto contare quarantuno danni e da allagamenti causati da piogge intense ed esondazioni fluviali, che si sono ripetuti in Sardegna.


Altrenotizie.org - testata giornalistica registrata presso il Tribunale civile di Roma. Autorizzazione n.476 del 13/12/2006.
Direttore responsabile: Fabrizio Casari - f.casari@altrenotizie.org
Web Master Alessandro Iacuelli
Progetto e realizzazione testata Sergio Carravetta - chef@lagrille.net
Tutti gli articoli sono sotto licenza Creative Commons, pertanto posso essere riportati a condizione di citare l'autore e la fonte.
Privacy Policy | Cookie Policy