Autore: Luciano Marchetti

  • Michael

    Raccontare una leggenda al cinema non è mai facile. Se poi non c’è la volontà di affrontare anche le zone d ombra, allora il risultato si riduce ad una grande celebrazione quasi agiografica del protagonista, solo luci, zero ombre. Scegliere cosa raccontare e soprattutto come raccontare la vita controversa della più grande popstar del pianeta…

  • La donna più ricca del mondo

    Nel dramma La donna più ricca del mondo, Isabelle Huppert sfodera un’eleganza spietata. Ispirato allo scandalo dell’ereditiera L’Oréal, Françoise Bettencourt – che elargì enormi somme al fidato amico (e presunto imbroglione) François-Marie Banier – questo racconto familiare cattura il piacere voyeuristico di spiare i ricconi intenti a ordire piani subdoli. Peccato che Thierry Klifa, regista…

  • Grand Ciel

    In Grand Ciel, Akihiro Hata costruisce un film che sembra scolpito nel calcestruzzo. Il suo sguardo, rigido e controllato, non si limita a raccontare un luogo, ma interroga una forma di civiltà. Il grattacielo al centro del film non è solo l’oggetto di un cantiere, ma il manifesto di un sistema — un monumento alla…

  • Il Filo del Ricatto

    Con Il Filo del Ricatto Gus Van Sant torna a un cinema teso e politico, ricostruendo il sequestro avvenuto a Indianapolis nel 1977. Tony Kiritzis, convinto che la società di mutui avesse sabotato un suo investimento immobiliare per riappropriarsi del terreno, prende in ostaggio il figlio del presidente della Meridian Mortgage e si lega al…

  • Addio a Robert Duvall, volto della disciplina

    Con la scomparsa di Robert Duvall, il cinema perde una delle sue presenze più solide, rigorose e silenziosamente monumentali. Aveva attraversato oltre sei decenni di storia cinematografica senza mai inseguire il clamore, costruendo invece una carriera fondata su controllo, misura e profondità psicologica. Nato nel 1931 a San Diego, Duvall apparteneva a quella generazione di…

  • Due Procuratori

    Con Due Procuratori, Sergei Loznitsa torna alla finzione mantenendo intatto lo stile che lo contraddistingue: tempi dilatati, colori smorti, un senso di assurdo che non cerca mai l’enfasi. Ambientato nell’Unione Sovietica del 1937, durante le purghe staliniane, il film racconta poco in termini di eventi e moltissimo in termini di attesa. La suspense non nasce…