The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine
A 88 anni Ridley Scott non ha rinunciato all’azione spettacolare, ma qui quelle esplosioni sono incastonate in un dramma più intimo e meditativo. Il tono è volutamente sommesso, e c’è chi lo bollerà come fiacco, eppure potrebbe rappresentare il suo miglior film degli ultimi anni.
La sceneggiatura di Mark L. Smith (The Revenant, Twisters), tratta dal romanzo di Peter Heller, ha l’anima di un western malinconico e caratteriale più che di un survival movie, pur senza rinunciare a qualche sequenza di quel genere. Non è certo un film per chi cerca adrenalina a raffica; lo apprezzeranno invece i pubblici adulti disposti a guardare a un futuro distopico dove la speranza e la pietà tengono testa alla brutalità. A sostenerlo c’è Jacob Elordi, che con la sua presenza introspettiva richiama alla mente il Costner dei tempi d’oro, mentre le vedute panoramiche di Erik Messerschmidt — girate tra le Alpi e le montagne di Abruzzo e Lazio — donano alla storia una calma ristoratrice.
Elordi veste i panni di Hig, vedovo legatissimo al suo cane Jasper, ultimo ricordo dei giorni felici con la moglie Melissa, portata via dall’influenza che un decennio prima ha decimato la popolazione. Con lui condivide un hangar il veterano Bangley (Josh Brolin), uno spietato che spara prima di fare domande: mentre lui cura armi e difese, Hig sorvola Denver con un Cessna malridotto per raccogliere rifornimenti, finché non scopre i “Reapers”, una banda di predoni più selvaggia di ogni altra. Contro il volere di Bangley, Hig porta medicine a una comunità mennonita, e quando capta una trasmissione da Grand Junction parte da solo, finendo da Cima (Margaret Qualley), una giovane vedova che vive col padre sospettoso Pops (Guy Pearce). Hig ne conquista a poco a poco la fiducia mentre sistema il velivolo, costretto ad affrettarsi dall’arrivo dei Reapers.
Negli sviluppi finali qualcuno potrebbe vedere un Scott che si ammorbidisce con l’età, e il finale appare brusco e un filo banale, ma la commozione resta sincera. La scrittura di Smith difetta però di profondità psicologica, e nelle scene conclusive si avverte qualche taglio di montaggio. A tenere tutto insieme è il cast: Elordi regala anima e sensibilità, Brolin è un duro dal cuore ben nascosto e molto ironico, Pearce passa dall’ostilità al calore, e Qualley offre una delle sue prove più pure, una donna segnata dal lutto ma ancora aperta all’amore.
La fotografia di Messerschmidt è densa di dettagli, specialmente in IMAX, tra inquadrature dinamiche e immagini cristalline nei voli; la costruzione del mondo passa soprattutto dal visivo, con riprese aeree di paesaggi spettrali invasi da branchi di cani randagi. La musica di Harry Gregson-Williams ne coglie il cuore tenero con chitarra acustica, Dobro e archi, per poi accendersi in suspense cupa quando serve. Sottotono ma mai noioso, The Dog Stars difficilmente entrerà nella top personale di Scott, ma è una visione piacevolmente pacata, per quanto strano possa sembrare per un dramma post-apocalittico vissuto all’ombra della morte.
The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine (Gran Bretagna, 2026)
Regia: Ridley Scott
Cast: Jacob Elordi, Margaret Qualley, Josh Brolin, Guy Pearce, Allison Janney, Benedict Wong, Alara-Star Khan
Sceneggiatura: Mark L. Smith, Christopher Wilkinson
Fotografia: Erik Messerschmidt
Produzione: Scott Free Productions
Distribuzione: The Walt Disney Company Italia

