Altrenotizie - Fatti e notizie senza dominio

Dom
31 Luglio 2016
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Calcio

Sostiene Ronaldo

Sostiene Ronaldo

di redazione

Cristiano Ronaldo ha pianto due volte ieri sera. La prima a 20 minuti dall’inizio della finale contro la Francia, la seconda al 120esimo. Contro ogni pronostico, il suo Portogallo si aggiudica questi Europei 2016, conquistando il primo trofeo della sua storia. E lo fa nel modo più incredibile: senza vincere nemmeno una partita entro i 90 minuti fino alla semifinale, andando a giocare la partita decisiva a Parigi, nel giardino di casa dei super-favoriti galletti.

A decidere la gara, al quarto minuto del secondo tempo supplementare, è un attaccante sconosciuto ai più: tale Èder, l’anno scorso allo Swansea, che inizia la finale dalla panchina e la finisce da eroe, scaricando in porta un destro imprevedibile da 25 metri, su cui hanno più di una responsabilità sia i difensori sia il portiere Lloris.

Ma la notizia ancora più incredibile è che il Portogallo raggiunge questo risultato senza l’unica stella della sua formazione, nonché unico superstite di quella sciagurata finale europea del 2004 persa in casa contro la Grecia. Stavolta Cristiano Ronaldo guarda quasi tutta la gara dalla panchina, costretto a uscire per infortunio a nemmeno metà del primo tempo dopo un fallo di Payet.

La stella del Real lascia il campo in lacrime e a quel punto per i francesi sembra davvero una passeggiata. Viene da pensare abbia ragione François Hollande, che prima della gara aveva distillato una perla con la proverbiale umiltà francese: “Gliene facciamo tre”.

In effetti, almeno nei 90 minuti, i bleu potrebbero farne tranquillamente almeno quattro. Sennonché devono fare i conti con una serata memorabile di Rui Patrìcio, che si rivela insuperabile. Il portiere portoghese, a mani basse il migliore in campo, salva su un colpo di testa di Griezmann e su una botta ravvicinata di Sissoko (il migliore dei suoi) nel primo tempo, mentre nella ripresa si supera su Giroud lanciato a rete e su un’altra fucilata di Sissoko, stavolta da lontano.

I francesi, però, ci mettono del loro. Al di là degli errori sotto porta (clamorosi il colpo di testa sbagliato da Griezmann nella ripresa e il palo da un metro preso da Gignac al 91esimo), i padroni di casa non costruiscono gioco. Pesano alcune mosse tattiche incomprensibili di Deschamps, in particolare la scelta di tagliare fuori dal gioco Pogba parcheggiandolo davanti alla difesa.

Quanto al Portogallo, è riuscito a vincere l’ennesima partita giocando più o meno a caso, ma rimanendo sempre compatto in fase difensiva, dove a spaventare gli avversari c’è un cane da guardia del calibro di Pepe. Ma l’uomo in più della finale, oltre al portiere, è Joao Mario, che corre davvero tanto e consente ai suoi di alleggerire a più riprese la pressione dei francesi. Poi, a scrivere la morale della favola, ci pensa il destro da fuori di un Carneade alto un metro e 90.

Si chiude così un’edizione degli Europei francamente brutta, caratterizzata da un tasso tecnico particolarmente basso e da un’organizzazione ai limiti del ridicolo, capace di produrre il tabellone post-gironi più sbilanciato che la storia ricordi. Eppure, la finale a sorpresa lascia a tutti i non-francesi la sensazione di aver ascoltato una piacevole favola della buonanotte, simile a quella scritta un paio di mesi fa dal Leicester in Premier League.

L’immagine iconica è senz’altro quella di Ronaldo che, zoppicante e con il ginocchio fasciato, barcolla per l’area tecnica incitando i suoi con una partecipazione emotiva che raramente si vede nelle star più patinate del calcio. Ora lui e Pepe, freschi di vittoria in Champions League con il Real, sono campioni d’Europa in tutti i sensi possibili.

 

Italia, fuori a testa alta

Italia, fuori a testa alta

di redazione

“Non credevi mica che sarebbe stato facile, vero?”, diceva Lucy Liu a Uma Thurman in Kill Bill Volume I. La Germania ha battuto l’Italia ai quarti degli Europei 2016, ma non ha avuto vita ...

Gli azzurri pensionano le Furie Rosse

Gli azzurri pensionano le Furie Rosse

di redazione

Per tanti anni l’Italia del calcio ha avuto piedi ottimi ma poca testa, ora ha piedi modesti ma un grande carattere. Al di là dell’organizzazione tattica, è questa la caratteristica che ha...

Italia, lezione irlandese

Italia, lezione irlandese

di redazione

L’unica buona notizia è che Leonardo Bonucci, diffidato, non è stato ammonito. Per il resto, non c’è davvero nulla da salvare nella terza partita in questi Europei dell’Italia, sconfitta m...

Europei: Italia agli ottavi, Ibra ko

Europei: Italia agli ottavi, Ibra ko

di redazione

Partita minima, risultato massimo. Dopo il sorprendente esordio contro il Belgio, l’Italia vince anche la seconda partita di questi Europei 2016, battendo 1-0 la Svezia e staccando così il...

Pagina 1 di 56

Edicola internazionale

Internazionale.it
I link ai giornali di tutto il mondo

Le ragioni del no alla TAV

Notav

 

 

 

 


Appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino – Lione, Progetto Prioritario TEN-T N° 6, sulla base di evidenze economiche, ambientali e sociali.

Leggi tutto

Cuba

Il terrorismo
contro Cuba
a cura di:
Fabrizio Casari
Sommario articoli

Questo sito è ottimizzato per
 
Firefox

Syndicate

feed-image Feed Entries