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31 Ottobre 2014
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Calcio

Juve, il giorno della beffa

Juve, il giorno della beffa

di redazione

Dopo lo scontro diretto era a +3, poi è scesa a +1, poi ancora +3. E ora sono di nuovo pari. La Juventus si fa raggiungere dalla Roma in testa alla classifica a quota 22. A condannare i bianconeri è la sconfitta per 1-0 sul campo del Genoa, arrivata grazie alle parate di un super-Perin e al gol al 94esimo di Antonini, che sfrutta un bellissimo assist al volo dell'ex Matri e tira verso la porta con tutta la goffaggine di cui è capace, probabilmente cercando un maldestro stop. Ma Chiellini non ce la fa a recuperare: la palla entra. In precedenza Ogbonna, imbeccato da Lichtsteiner, si era ritrovato a colpire di testa solo davanti al portiere, in posizione regolare. Palo. Dopo il mezzo passo falso contro il Sassuolo, per la Juve stavolta la beffa arriva con tutti i crismi.

Negli stessi minuti i giallorossi archiviano con facilità la vittima sacrificale di turno, un Cesena che riesce a esibirsi nel più tedioso dei catenacci anche quando è già sotto nel risultato. All'Olimpico finisce 2-0 per gli uomini di Garcia, che segnano un gol per tempo, prima con Destro, poi con De Rossi. Le uniche note stonate della serata sono Cole, ormai un ex giocatore che forse ricorda intorno al fuoco le serate inglesi in cui correva sulla fascia, e Iturbe, volenteroso ma confusionario.

In attesa di Verona-Lazio, al terzo posto il Milan aggancia la Sampdoria, ma avrebbe potuto anche staccarla. I rossoneri infatti non vanno oltre l'1-1 sul campo del Cagliari, dove alla zuccata di Ibarbo - trovato splendidamente da Sau - risponde Bonaventura con una tipica palla Frankenstein, a metà fra un cross malamente sparacchiato e un tiro geniale.

I blucerchiati incassano invece la prima sconfitta stagionale sul campo dell'Inter, che per la seconda partita consecutiva s'impone 1-0 grazie a un rigore di Icardi. I nerazzurri arrivano così a quota 15, pareggiando i conti con Lazio (che però, come detto, ha una partita in meno), Genoa e Napoli. Gli azzurri di Benitez sprecano l'ennesima occasione di piazzarsi da soli in terza posizione. A Bergamo si fanno fermare sull'1-1 dall'Atalanta (8 punti): i padroni di casa vanno in vantaggio nel primo tempo con Denis, cui nella ripresa risponde Higuaìn, al quarto gol in due partite. Lo stesso Pipita ha il match point sul destro allo scadere, ma il suo calcio di rigore (mal tirato) è preda del portiere Sportiello.

A metà classifica la Fiorentina galleggia da sola a quota 13 dopo il convincente 3-0 rifilato all'Udinese (che rimane a 16 insieme a Samp e Milan). Per una volta l'attacco di Montella funziona: Babacar segna una doppietta di fisico e opportunismo, poi Borja Valero mette il sigillo con una steccata da biliardo.

Due punti sotto i Viola rispunta il Torino, che passa su quel che resta del Parma con una bella botta dal limite di Darmian. Per i gialloblu, sempre più ultimi, è l'ottava sconfitta su nove partite. Forse Donadoni potrebbe iniziare a prendere in considerazione l'idea delle dimissioni, un gesto molto più signorile rispetto all'attesa dell'esonero (perché implica la rinuncia allo stipendio).

A 10 punti si rifà vivo il Sassuolo di Di Francesco, che a quanto pare ha più vite di un gatto. I neroverdi vincono la seconda partita di fila e lo fanno in maniera convincente, superando 3-1 nell'anticipo l'Empoli, ancora a 7 punti.

Rialza la testa anche il Palermo, seppur con meno stile. Gli uomini di Iachini salgono a quota 9 battendo di misura il Chievoverona (mestamente fermo a 4 punti) al termine di una partita che quasi ridefinisce il concetto di noia calcistica.

 

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