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27 Febbraio 2015
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Calcio

Roma, aria di resa

Roma, aria di resa

di redazione

La Roma perde ancora punti sulla Juve e sembra gettare la spugna. Il girone di ritorno è iniziato da poco più di un mese, ma la pareggite dei giallorossi prosegue anche a Verona (1-1, con gol di Totti e Jankovic) e lancia a +9 i bianconeri, vittoriosi sabato 2-1 sull'Atalanta grazie a un gol di Llorente (viziato da un fuorigioco di Tevez) e a un colpo da maestro di sua maestà Andrea Pirlo. A questo punto, per evitare di vincere il quarto scudetto consecutivo, gli uomini di Allegri dovrebbero prodursi in una specie di suicidio assistito: almeno tre sconfitte parallele ad altrettante vittorie dei capitolini, solo per pareggiare. Nello sport tutto è possibile, ma fin qui i Campioni d'Italia hanno perso solo una partita su 24 (a ottobre, contro il Genoa, rete di Antonelli al 94esimo).

D'altra parte, la Roma non sembrava crederci nemmeno quando i punti da recuperare erano ancora 7. Lenta e svogliata, la squadra di Garcia è lontanissima dai livelli dell'anno scorso. Certo, la difesa è più perforabile per questioni di rosa (Astori e Manolas non sono Benatia e Castan), ma l'impressione è che anche il tecnico francese abbia perso il controllo dell'ambiente. La scorsa stagione era stato bravo a sedare gli animi, imponendo ai suoi uno stile catenaccio-e-contropiede di alto livello. Quest'anno, invece, Garcia sembra voler imporre un gioco più complesso e articolato, un po' alla Bayern Monaco, evidentemente lontano dalle possibilità dei suoi calciatori. E quando si perde velocità, quando i contropiedi si fanno più rari, anche uno come Gervinho torna meno utile. Una boa come Destro, invece, avrebbe fatto comodo.

Il buon Mattia, però, è ormai in forza al Milan, che finalmente tira un sospiro di sollievo. A San Siro, contro il Cesena, i rossoneri tornano finalmente alla vittoria, anche se non in modo convincente. Dopo il gol da fuori di Bonaventura, che si conferma una delle note più positive di questa ennesima stagione sgualcita per la squadra di Berlusconi, il raddoppio arriva con un rigore vagamente onirico per un fallo di Carbonero su Antonelli. Trasforma Pazzini, al primo gol in questo Campionato. Per il Milan è anche la prima rete stagionale arrivata dalla panchina.

I rossoneri agguantano così a 33 punti il Palermo, sconfitto all'Olimpico dalla Lazio. I rosanero giocano bene e vanno anche in vantaggio grazie al solito Dybala, che sfrutta una papera clamorosa di Mauricio in fase di palleggio. Poi, però, i biancocelesti reagiscono, e, nonostante i molti errori in fase d'impostazione, trovano prima il pareggio con Mauri, poi la rete della vittoria con una fiondata di Candreva sotto l'incrocio. Dopo il capolavoro, il centrocampista romano si produce in una scenetta surreale: corre a esultare sotto la Nord, scivola, sbatte contro il muro di cemento e s'infortuna al punto di dover chiedere la sostituzione.

Festeggiamenti goffi a parte, la Lazio si porta così a 40 punti, tornando un punto sopra la Fiorentina, che nel posticipo non va oltre l'1-1 contro il Torino. I viola passano in vantaggio a soli 5 minuti dalla fine ancora con Salah, al secondo gol consecutivo. Ma inspiegabilmente, appena centoventi secondi dopo, gli uomini di Montella, invece di gestire il risultato, si fanno sorprendere in contropiede dai granata, che pareggiano con Vives.

Nella parte medio-bassa della classifica, pesantissima vittoria dell'Empoli, che travolge 3-0 il Chievo (gol di testa di Rugani e doppietta di prepotenza di Big Mac Maccarone) e sale a 27 punti, scavalcando il Verona, fermo a 25.

Molte le partite che mancano ancora all'appello: oggi alle 19 Napoli e Sassuolo scenderanno in campo al San Paolo, mentre alle 21 sarà la volta dell'Inter, impegnata nella trasferta di Cagliari. Martedì, invece, alle 18 e 30 si recupera il derby Sampdoria-Genoa, rinviata sabato scorso per maltempo. Quanto a Parma-Udinese, non è ancora chiaro se prima o poi si giocherà, oppure se gli emiliani saranno costretti a ritirarsi da questo Campionato per il fallimento della società.

 

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