Odissea
Con Odissea, Christopher Nolan firma una rilettura personale del poema di Omero, trasformandolo in un kolossal che riflette sul potere dei racconti, sulla memoria e sul confine tra destino e libero arbitrio. Il film si apre in modo sorprendente: non con Ulisse, ma con un narratore che rievoca l’episodio del Cavallo di Troia. Una scelta significativa, perché quella vicenda non compare nell’Odissea di Omero, ma deriva da opere successive come l’Eneide di Virgilio. Fin dall’inizio è chiaro che Nolan non punta a una trasposizione fedele, bensì a una rilettura che intreccia fonti diverse e offre una prospettiva inedita sul mito.
La storia segue comunque il lungo viaggio di Ulisse (Matt Damon), re di Itaca, deciso a tornare dalla moglie Penelope (Anne Hathaway) e dal figlio Telemaco (Tom Holland) dopo dieci anni di guerra e altri dieci trascorsi tra naufragi, mostri e divinità ostili. Il regista rimescola continuamente passato e presente, costruendo una narrazione non lineare in cui ricordi, eventi e racconti si sovrappongono. Il tempo diventa così una mappa da attraversare più che una sequenza cronologica, in un impianto narrativo che richiama l’approccio già sperimentato in Oppenheimer, ma con maggiore fluidità.
Nel suo viaggio trovano spazio molti personaggi della mitologia greca: Atena, che solo Ulisse può vedere, la maga Circe, la ninfa Calipso, il Ciclope, Scilla e le Sirene. Nolan attinge liberamente anche all’Iliade, all’Eneide e a traduzioni moderne del poema, creando una sorta di universo narrativo ampliato che unisce episodi provenienti da tradizioni differenti.
Una delle scelte più discusse riguarda il cast, volutamente internazionale e multietnico. Lontano da qualsiasi pretesa di ricostruzione storica, Nolan rivendica l’universalità del mito, affidando i personaggi a interpreti di origini diverse senza che questo diventi un tema del racconto. È la stessa libertà creativa che da tempo caratterizza molte riletture di Shakespeare: un modo per ricordare che i grandi classici appartengono a tutti.
Dal punto di vista tecnico, Odissea è uno spettacolo imponente. Girato prevalentemente con tecniche analogiche, il film restituisce un forte senso di fisicità: il peso del Cavallo di Troia, il fragore delle battaglie e la materia degli ambienti sembrano quasi tangibili. La spettacolarità, però, non soffoca mai i personaggi. Al centro resta il tormento di Ulisse, eroe valoroso ma anche ambiguo, capace di nobili ideali e di compromessi morali. Le atrocità della guerra vengono mostrate senza eroismi, mentre il viaggio diventa soprattutto un confronto con le proprie colpe.
Nolan evita di offrire interpretazioni definitive o facili moraleggiamenti. Piuttosto, lascia che siano lo spettatore e il protagonista a fare i conti con le conseguenze delle scelte compiute. Il risultato è un’opera ambiziosa che usa il mito non solo per raccontare un’avventura epica, ma per riflettere sulla natura contraddittoria dell’essere umano e sul potere senza tempo delle storie.
Odissea (USA, Gran Bretagna, 2026)
Regia: Christopher Nolan
Cast: Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Elliot Page, Robert Pattinson, Charlize Theron, Jon Bernthal, Lupita Nyong’o, Samantha Morton, John Leguizamo, Benny Safdie, Bill Irwin, Himesh Patel, Will Yun Lee, Jesse Garcia, Mia Goth
Sceneggiatura: Christopher Nolan
Fotografia: Hoyte van Hoytema
Produzione: Syncopy, Universal Pictures
Distribuzione: Universal Pictures

