Look back
Il maestro del cinema giapponese, Hirokazu Kore-eda torna in concorso alla mostra del cinema di Venezia con Look Back, un delicato e struggente racconto sull’amicizia, sulla perdita e sul potere dell’arte di dare un senso anche alle esperienze più dolorose. Ci sono incontri che cambiano per sempre il corso di una vita, legami che continuano a esistere anche quando le strade si dividono e passioni capaci di trasformare la solitudine in qualcosa di straordinario. Look Back racconta tutto questo con la sensibilità e la delicatezza che da sempre contraddistinguono il cinema del regista giapponese.
Tratto dall’omonimo manga di Tatsuki Fujimoto, autore di Chainsaw Man, il film segue la storia di Fujino e Kyomoto, due ragazze profondamente diverse accomunate da un’unica, travolgente passione: il disegno. Fujino è estroversa, ambiziosa e sicura del proprio talento; Kyomoto, al contrario, è timida, introversa e vive quasi completamente isolata dal mondo esterno. Quella che inizialmente sembra una rivalità artistica si trasforma gradualmente in un’amicizia profonda, destinata a segnare entrambe.
Attraverso un arco narrativo di tredici anni, Kore-eda accompagna le protagoniste nella crescita personale e artistica, raccontando i sogni dell’adolescenza, le difficoltà dell’età adulta e il rapporto complesso tra ambizione, talento e affetti. Il vero punto di forza di Look Back risiede nella capacità di trasformare una vicenda apparentemente semplice in una riflessione universale sulla fragilità dei rapporti umani. Il regista non cerca facili effetti drammatici, ma lascia che siano i piccoli gesti, gli sguardi e soprattutto i silenzi a comunicare le emozioni più profonde. La regia è misurata, intima, attenta ai dettagli della quotidianità. Il disegno diventa un vero e proprio linguaggio cinematografico: il movimento delle mani sulla carta, il rumore delle matite, le pagine che prendono forma restituiscono la dimensione fisica e quasi ossessiva della creazione artistica. Non si tratta soltanto di raccontare due ragazze che desiderano diventare autrici di manga, ma di interrogarsi sul significato stesso del creare. Perché continuiamo a disegnare, scrivere o raccontare storie, anche quando la vita ci mette davanti al dolore e alla perdita? È questa una delle domande centrali del film.
Particolarmente riuscito è il rapporto tra le due protagoniste, interpretate nelle fasi principali della loro crescita da Natsuki Deguchi e Aju Makita. La loro diversità non rappresenta un ostacolo, ma diventa la ragione stessa della loro complementarità. L’una trova nell’altra ciò che le manca: il coraggio di esporsi, la capacità di osservare, la determinazione di inseguire un sogno. Kore-eda affronta inoltre il tema del rimpianto, suggerendo quanto sia naturale, davanti a un evento doloroso, immaginare una vita alternativa, chiedersi cosa sarebbe successo se avessimo compiuto scelte differenti. In questo senso, il titolo Look Back, letteralmente “guardare indietro”, assume un significato particolarmente intenso: ricordare non significa necessariamente rimanere prigionieri del passato, ma trovare la forza per continuare a vivere.
La scelta di adattare un manga già portato sullo schermo in forma animata nel 2024 poteva apparire rischiosa. Eppure Kore-eda riesce a trovare una propria dimensione espressiva, privilegiando la concretezza dei corpi, degli ambienti e del trascorrere del tempo. La fedeltà al materiale originale, tuttavia, costituisce anche un possibile limite: in alcuni passaggi il film sembra affidarsi soprattutto alla forza emotiva della storia, senza sviluppare fino in fondo una nuova interpretazione narrativa. Nonostante questo, Look Back conserva una notevole intensità, soprattutto nella parte conclusiva, dove il racconto assume una dimensione più malinconica e introspettiva. È qui che il cinema di Kore-eda trova la sua espressione più autentica, facendo convivere dolore e speranza senza trasformare il sentimento in sentimentalismo.
Look Back è, in definitiva, un film sulla necessità di creare e sulla capacità dell’arte di custodire ciò che il tempo rischia di cancellare. Un’opera che parla di amicizia, ma anche di memoria, di assenza e della difficile accettazione di ciò che non possiamo cambiare. Con il suo stile discreto e profondamente umano, Kore-eda ci ricorda che le persone che incontriamo continuano a vivere nei gesti che compiamo, nelle scelte che facciamo e nelle storie che decidiamo di raccontare. Un film capace di commuovere senza alzare la voce, che invita a guardarsi indietro non per restare ancorati a ciò che è stato, ma per trovare il coraggio di andare avanti.
Look Back (Giappone 2026)
Regia: Hirokazu Kore-eda
Cast: Natsuki Deguchi, Aju Makita, Fuuri Nanase, Rokka Okada, Masaki Suda
Distribuzione: Lucky Red

