Claude e il pacifismo artificiale
Il modello di intelligenza artificiale (IA) Claude, della società americana Anthropic, ha fatto segnare nei giorni scorsi un’impennata nel gradimento e nei download degli utenti grazie alla decisione del suo amministratore delegato, Dario Amodei, di resistere alle imposizioni del dipartimento della Guerra (ex Difesa) USA sull’utilizzo a scopi militari virtualmente senza limiti di questa tecnologia. La presa di posizione dei vertici di Anthropic è stata propagandata come un gesto poco meno che eroico, dettato da uno scrupolo genuino per i diritti democratici. Nemmeno dopo quattro giorni dall’epilogo della disputa con l’amministrazione Trump, il Wall Street Journal ha però rivelato che le forze armate americane hanno usato e stanno ancora usando Claude nell’aggressione illegale in corso contro l’Iran. La notizia non è per nulla sorprendente, visto che, a ben vedere, le differenze emerse tra le posizioni di Trump e di Amodei nelle scorse settimane erano solo di natura tattica e quest’ultimo aveva espresso un’approvazione quasi totale per le politiche militariste e sempre più apertamente fasciste della Casa Bianca.
Claude e il CEO di Anthropic hanno avuto una grande visibilità grazie allo spazio dedicato dai giornali alla vicenda che si è risolta venerdì scorso con la rottura presumibilmente definitiva tra le due parti. Amodei insisteva nell’avere la garanzia da parte del Pentagono che il suo modello IA non sarebbe stato usato per due applicazioni: armi totalmente autonome e sorveglianza di massa degli americani. Il dipartimento della Guerra aveva assicurato che ciò non sarebbe avvenuto, aggiungendo, apparentemente senza ironia, che i militari USA rispettano la legge e la Costituzione. Tuttavia, la prosecuzione del contratto di appalto col governo della società dell’imprenditore di origine italiana dipendeva dalla rinuncia a stabilire qualsiasi limite di utilizzo di Claude.
Per ragioni fondamentalmente di immagine e di natura tecnica, Amodei è alla fine rimasto sulle sue posizioni. Nei giorni successivi, Claude ha beneficiato così di un rimbalzo in termini di popolarità, superando per download il suo principale rivale, ChatGPT. Questo effetto positivo, come già anticipato, è da collegare alla campagna mediatica che in America ha celebrato quello che è stato spacciato per un atto di coraggio e di sfida nei confronti dell’amministrazione Trump. Dopo un incontro al Pentagono, Amodei aveva però pubblicato una dichiarazione ufficiale nella quale non vi era traccia dell’eroismo tanto decantato, ma si risolveva piuttosto in una litania di elogi per le forze armate e gli obiettivi dell’imperialismo a stelle e strisce.
In uno dei passaggi più significativi della sua lettera, Amodei affermava di “credere profondamente nell’importanza esistenziale dell’uso dell’IA per la difesa degli Stati Uniti” nonché “per sconfiggere i nostri avversari autocratici”. Anzi, proseguiva il CEO di Anthropic, la sua società è stata la prima in questo segmento a essere utilizzata “sulle reti riservate del governo, nei laboratori nazionali e a fornire modelli personalizzati per clienti nel settore della sicurezza nazionale”. Esprimendo poi la piena approvazione per la macchina della morte del Pentagono, Amodei definiva “cruciali per la difesa della democrazia le armi parzialmente autonome”, per poi arrivare al punto decisivo che smontava da sé l’immagine di difensore dei diritti umani e democratici. Amodei, cioè, giudicava utili, anzi “critiche”, per la difesa degli Stati Uniti, quelle stesse armi totalmente autonome oggetto della disputa con il governo attorno all’utilizzo di Claude.
La fermezza di Anthropic nel respingere i diktat del Pentagono non è quindi dovuta a questioni di principio, ma a fattori puramente tecnici, poiché questa tecnologia non è ancora abbastanza affidabile per svolgere compiti militari senza nessun intervento umano. I presunti scrupoli democratici di Amodei non si sono d’altra parte mai manifestati in occasione della programmazione e dell’esecuzione del macroscopico crimine portato a termine il 3 gennaio scorso dai militari USA, ovvero il blitz e il rapimento in Venezuela del legittimo presidente, Nicolas Maduro. Come avrebbero in seguito reso noto i giornali americani, nell’operazione criminale autorizzata da Trump, incidentalmente costata la vita a un centinaio di persone, aveva avuto un ruolo determinante proprio il modello IA Claude.
La posizione di Amodei aveva comunque scatenato la furia di Trump. Nell’immancabile post sul suo social Truth, lo squilibrato inquilino della Casa Bianca aveva attaccato i vertici di Anthropic definendoli, tra le altre cose, “radicali di sinistra” che “non hanno idea di come funzioni il mondo reale”. Come da precedente minaccia, il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, aveva così proceduto a dichiarare la società di Amodei un appaltatore “a rischio per la sicurezza nazionale”. Una classificazione che obbliga non solo le agenzie governative a cessare la collaborazione con Anthropic, ma anche le società private detentrici di contratti pubblici di fornitura in ambito militare. Lo stesso contratto in essere da 200 milioni di dollari della società di Amodei con il Pentagono è stato cancellato.
Che Claude sia ancora usato in questi giorni nell’aggressione illegale contro l’Iran dipende dal fatto che saranno concessi alcuni mesi di tempo per cessarne l’impiego. Intanto, lo stesso giorno della rottura tra Trump e Amodei, il numero uno della rivale Open AI ha annunciato di avere sottoscritto un contratto con il Pentagono per l’uso di ChatGPT sulle reti militari classificate. Sam Altman ha toccato i vertici dell’ipocrisia in questa vicenda. Poco prima che circolasse la notizia del contratto, il CEO di Open AI aveva infatti espresso la sua approvazione per la fermezza mostrata da Amodei.
L’eroismo di Anthropic e le invettive di Trump non hanno comunque nessun fondamento razionale e non solo per le posizioni molto vicine a quelle dell’imperialismo americano di Amodei. Basta guardare i precedenti della società e al capitale che sta dietro a essa per averne la conferma. Amazon ha investito qualcosa come 8 miliardi di dollari in Anthropic e la società di Jeff Bezos fornisce da tempo servizi cruciali all’apparato della sicurezza nazionale americana, così come Google (3 miliardi di investimenti in Anthropic), Microsoft (5 miliardi) e Nvidia (10 miliardi). Dal 2024, inoltre, Anthropic fornisce modelli IA alla piattaforma AIP dell’ultra-controversa Palantir, usata dalle agenzie di intelligence e della difesa USA per analizzare dati complessi e assistere nei processi decisionali in tempo reale.
La presunta opposizione dei creatori di Claude alla deriva autoritaria dell’amministrazione Trump è in definitiva una fantasia alimentata dai media ufficiali negli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale e il suo rapido sviluppo continuano infatti a essere al servizio della forza distruttrice del governo americano e non solo. Le forze di occupazione israeliane, ad esempio, hanno fatto ampio uso dei modelli IA nel genocidio palestinese a Gaza, in particolare – per quanto si è potuto sapere grazie a rivelazioni giornalistiche – nella selezione dei bersagli da liquidare attraverso il famigerato sistema “Lavender”.
Tornando ai “paletti” posti da Dario Amodei per l’impiego di Claude da parte del governo, quello riguardante la sorveglianza di massa degli americani risulta superato da tempo. Già nel 2013, Edward Snowden aveva rivelato al mondo l’esistenza del programma “PRISM” della NSA, in grado di raccogliere informazioni di massa sulle comunicazioni elettroniche dei cittadini a loro insaputa. Dopo le polemiche che ne erano scaturite, Congresso e governo avevano implementato “riforme” apparenti che non hanno cambiato di una virgola la situazione. Anzi, proprio l’avvento dell’intelligenza artificiale ha permesso di rendere più efficace la sorveglianza generalizzata. Anthropic, quindi, mentre si atteggia a società paladina dei diritti democratici, deve la sua fortuna in parte proprio all’integrazione in quel sistema di potere e controllo che pretende di voler resistere.

