Cina

  • Giappone, populismo e riarmo

    La neo-premier giapponese, Sanae Takaichi, ha incassato nelle elezioni anticipate di domenica il risultato più importante in termini di seggi per il Partito Liberal Democratico (LDP) dalla sua fondazione nel 1955. Con una combinazione riuscita di propaganda elettorale e manipolazione delle procedure democratiche, il tradizionale partito di potere nel paese dell’Estremo Oriente ha registrato un…

  • Trump e la strategia del caos

    Il presidente americano Trump continua a parlare a ruota libera dei preparativi di un attacco militare contro l’Iran come se quella allo studio fosse un’operazione, oltre che legittima e rispettosa del diritto internazionale o della Costituzione degli Stati Uniti, facilmente gestibile e in grado di innescare i cambiamenti desiderati da Washington – e Tel Aviv…

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    Iran: il fulcro eurasiatico

    La geografia dell’Iran ha trasformato questo paese in uno snodo strategico: un fulcro che garantisce alla Russia profondità strategica sul fronte meridionale e offre alla Cina una via d’uscita dal contenimento marittimo imposto dagli Stati Uniti. Nei corridoi decisionali della strategia statunitense, l’Iran non è più trattato come un dossier regionale a sé stante. La…

  • Cina e Canada, disgelo contro Washington

    La politica estera ultra-aggressiva dell’amministrazione Trump sta scatenando, tra molti governi nominalmente alleati con gli Stati Uniti, una frenetica ricerca di nuove partnership e opportunità di business per diversificare le loro relazioni esterne in un contesto segnato dai rischi crescenti di una rottura definitiva con Washington. Questo rimescolamento tattico o strategico innescato dagli impulsi destabilizzanti…

  • Ucraina, la cavia americana

    di Fabrizio Casari C’è bisogno di una robustissima dose d’ingenuità per credere alla campagna mediatica scatenata dai media occidentali nella vicenda ucraina. Si dovrebbe insomma credere ad un improvviso quanto inaspettato anelo democratico, una repentina attenzione alle sorti della popolazione ucraina priva di qualunque interesse diretto. E invece Washington e Bruxelles soffiano prepotentemente sul fuoco…