L’Agente Segreto
L’Agente Segreto è uno di quei film che non sembrano costruiti, ma affiorati da uno stato di veglia inquieta. Kleber Mendonça Filho non accompagna lo spettatore: lo lascia entrare, se vuole, in un mondo che parla per omissioni, immagini e silenzi. Ambientato nel Brasile del 1977, nel pieno della dittatura militare, il film restituisce un clima in cui la violenza è normalizzata e la paura una lingua condivisa.
Marcelo, interpretato da un Wagner Moura trattenuto e magnetico, arriva a Recife senza spiegazioni, a bordo di un Maggiolino giallo. Per molto tempo non sappiamo chi sia né cosa stia cercando, e va bene così: qui nessuno dice mai tutto, perché qualcuno potrebbe ascoltare. La morte è ovunque, amministrata dallo Stato o dal crimine con la stessa indifferenza, mentre i sicari agiscono come lavoratori qualsiasi, ben inseriti nel tessuto sociale.
La scena iniziale — una stazione di servizio, un cadavere ignorato, poliziotti più interessati a una tangente che alla giustizia, If You Leave Me Now dei Chicago che accompagna il viaggio — contiene già l’intero film: nostalgia, paura, assurdità, dolore sommesso. Da lì in poi Mendonça Filho costruisce un incubo elegante, fatto di personaggi secondari così definiti da sembrare protagonisti mancati, legami familiari spezzati, desideri compressi.
Marcelo è vedovo, padre a distanza, figlio di una madre scomparsa. Tutto ruota attorno a assenze che pesano più delle presenze. Anche le incursioni surreali — come la famosa sottotrama della gamba trovata nello Squalo — non sono divagazioni gratuite, ma immagini mentali di un potere che divora corpi e li restituisce deformati. È cinema che chiede di essere preso sul serio senza essere preso alla lettera.
Non è un film lineare né accomodante, e proprio per questo colpisce. Più lo si segue, più si ha la sensazione che stia parlando di qualcosa di essenziale: di come si impara a vivere in un mondo moralmente corrotto, muovendosi con attenzione tra ciò che si può dire e ciò che è meglio tacere. Il finale non chiude, ma resta. E continua a lavorare dentro, come fanno solo i film davvero personali.
L’Agente Segreto (Brasile, 2025)
Regia: Kleber Mendonça Filho
Cast: Wagner Moura, Udo Kier, Gabriel Leone, Maria Fernanda Cândido, Hermila Guedes, Alice Carvalho, Thomas Aquino, Isabél Zuaa, Suzy Lopes
Sceneggiatura: Kleber Mendonça Filho
Fotografia: Evgenia Alexandrova
Produzione: Arte France Cinéma, Black Rabbit Media, CinemaScópio Produções, Itapoan
Distribuzione: Filmclub Distribuzione by Minerva Pictures

