Cecenia: un genocidio nel cuore dell’Europa
di Carlo Benedetti
Le recenti affermazioni di Berlusconi relative ai bambini che in Cina “ai tempi di Mao venivano bolliti e usati per concimare i campi” sono rimbalzate sino a Grozny, capitale della Cecenia. Ma l’occasione – colta dalle forze che si oppongono alla Mosca di Putin – per diffondere le frasi del nostro premier non è stata tanto quella di fornire una “informazione” di politica estera, quanto quella di voler mettere l’accento sui grandi e colpevoli silenzi che l’ovest mantiene sulla tragica situazione del Caucaso. E così a Grozny (ma anche negli ambienti progressisti di Mosca) ci si chiede: perchè un Paese come l’Italia continua a stendere una cortina sul dramma ceceno? Perché si continua a ritenere “amico” l’uomo che attacca la Cecenia definendo terroristi i combattenti per l’indipendenza?

