Alla Festa della Rivoluzione
Il nuovo film di Arnaldo Catinari, Alla Festa della Rivoluzione, riporta sul grande schermo uno dei momenti più contraddittori e incandescenti della storia italiana. Ambientato nella Fiume del 1919, il film si apre su una città sospesa tra macerie e sogni, mentre Gabriele D’Annunzio – poeta, eroe di guerra e visionario – dà il via alla sua rivoluzione.
È un contesto storico raramente esplorato con questa intensità: un crogiolo di idealismi, tensioni politiche e utopie ardite che precedono l’ombra lunga del fascismo. La regia coglie quel “breve momento in cui tutto sembrava possibile”, restituendo allo spettatore l’energia febbrile di un esperimento politico e culturale unico al mondo.
La trama intreccia con grande efficacia intrighi politici, passioni private e conflitti morali. Beatrice, spia russa determinata e ambigua, è il fulcro narrativo: incaricata di proteggere D’Annunzio, si ritrova coinvolta in un attentato durante la festa d’insediamento del poeta-guerriero.
Attorno a lei orbitano due figure altrettanto complesse: Pietro, capo dei servizi segreti italiani diviso tra fedeltà allo Stato e ideali personali, e Giulio, medico disertore vicino agli ambienti anarchici. I loro destini si intrecciano in un crescendo di tensione che mescola spy story, melodramma e affresco storico.
La rivoluzione di Fiume non è solo uno sfondo, ma una forza viva che plasma scelte, tradimenti, amori impossibili e vendette. Il racconto riesce a rendere tangibile quell’utopia “alla rovescia” descritta nelle note di regia: una città in cui l’arte diventa strumento politico, l’omosessualità è ammessa, uomini e donne sono considerati alla pari e una costituzione avveniristica tenta di mettere al centro l’essere umano.
La regia abbraccia questo spirito con uno stile visivo intenso e vibrante: feste sfrenate, comizi carichi di retorica poetica, atmosfere notturne dense di mistero. Il contrasto tra la luce abbagliante dell’utopia e l’ombra cupa del fascismo nascente crea una tensione costante, che accompagna lo spettatore fino all’inevitabile confronto con la Storia.
Alla Festa della Rivoluzione riesce così a essere, come promesso, un film popolare e intrigante, ma anche un’opera capace di stimolare riflessioni profonde. Racconta un momento in cui l’Italia si trovava a un bivio cruciale tra dittatura e rivoluzione e lo fa attraverso personaggi vivi, contraddittori e memorabili. È un film che parla di libertà, di ideali e delle loro fragilità, ricordandoci quanto sia sottile il confine tra sogno e disillusione.
Regia: Arnaldo Catinari
Cast: Valentina Romani, Riccardo Scamarcio, Nicolas Maupas.
Distributore: 01 Distribution

