Lago Escondido arriva a Parigi
Lago Escondido, soberanía en juego è stato selezionato per il prossimo Festival Internazionale del Cinema LASA (Latin American Studies Association). Il film di Camilo Gómez Montero torna su un conflitto che dura da oltre due decenni: l’accesso pubblico al Lago Escondido e l’appropriazione privata di terre strategiche in Patagonia da parte del magnate inglese Joe Lewis.
Dall’inizio degli anni 2000, organizzazioni sociali, residenti e spedizioni per la sovranità chiedono l’apertura del sentiero di Tacuifí, nella provincia di Río Negro. Si tratta di uno degli accessi più diretti al Lago Escondido. La giustizia provinciale ha stabilito in più occasioni che tale passaggio debba essere pubblico. L’ordinanza esiste. L’esecuzione, invece, no.
Dall’altra parte c’è la Hidden Lake S.A., la società legata a Lewis, che controlla migliaia di ettari nella zona di El Bolsón. L’argomento aziendale è noto: la proprietà privata. Il problema è un altro: il lago è un bene pubblico e l’accesso dovrebbe essere garantito per legge. È qui che risiede il cuore del conflitto. Ed è qui che interviene il film.
Un territorio in disputa
Il documentario di Camilo Gómez Montero non ricostruisce il conflitto partendo dagli archivi. Lo riprende nel presente. Registra le marce che, ogni estate, tentano di raggiungere il lago attraverso la strada bloccata e denuncia il funzionamento di un feudo britannico nel cuore della Patagonia del XXI secolo.
Le immagini mostrano situazioni ricorrenti: manifestanti fermati dal personale di sicurezza, cavalieri che avanzano per disperdere la folla e uno Stato assente. Tuttavia, il film introduce anche un dato che attraversa l’intera vicenda sin dall’inizio: la concentrazione di terre in mani straniere in zone considerate strategiche.
La pellicola vanta la produzione di Javier Morello e un team tecnico federale composto da professionisti provenienti da Buenos Aires, dal Litoral, da Córdoba e dalla Patagonia. Insieme, riescono a esporre come l’acquisizione di terre da parte di stranieri influenzi la sovranità idrica e geopolitica sulla cordigliera.
Politica, giustizia e relazioni di potere
Il conflitto per il Lago Escondido ha vissuto momenti di forte esposizione mediatica. Uno dei più recenti è stato il viaggio di giudici, funzionari di Buenos Aires e imprenditori del settore dei media presso la tenuta di Lewis, che ha dato origine a un procedimento giudiziario per presunte tangenti e favoreggiamento.
Questo episodio non spiega tutto, ma mostra come si intreccino i legami attorno a quel territorio. Le risoluzioni giudiziarie che ordinano di garantire l’accesso convivono con anni di inadempienza. Non si tratta di un vuoto legislativo, ma di un problema di decisione politica.
Dalla Patagonia a Parigi
La selezione al congresso della Latin American Studies Association non è un traguardo da poco. Il festival cinematografico LASA, che si tiene dal 1983, si svolgerà quest’anno a Parigi dal 26 al 30 maggio. Sotto il motto “Repubblica e Rivoluzione”, l’evento propone una riflessione profonda sulla storia e sulle tensioni dell’America Latina.
Per Lago Escondido, soberanía en juego, questa sarà la ventiquattresima partecipazione a concorsi internazionali. Il percorso precedente è schiacciante: ha già ottenuto otto primi premi in paesi come Italia, Spagna, Cuba, India e Messico.
Sarà la seconda volta che il film viene proiettato in Francia, dopo il passaggio al Festival Rencontres du Cinéma de Pessac nel 2025. Tuttavia, la chiave non risiede nei premi né nella circolazione internazionale. Risiede nel tema. Perché ciò che si discute a Parigi non è solo un sentiero nel Río Negro, ma chi definisce l’uso della terra e fin dove si spinge la sovranità quando vi sono interessi privati a condizionarla.

