Inter di rimonta, scudetto a un passo
Quando i posteri ripenseranno alla Serie A 25/26 – in generale, tutt’altro che memorabile – probabilmente indicheranno la rimonta di Como come la partita in cui l’Inter ha vinto lo scudetto. Il pareggio del Napoli e il tonfo del Milan spianano la strada ai nerazzurri, che a metà aprile si ritrovano con nove punti di vantaggio sulla seconda.
E dire che al Como tutto straniero stava riuscendo l’ennesima magia. La squadra di Fabregas va sul 2-0 con Valle e Nico Paz, poi però si scatenano Thuram e Dumfries, con due doppiette. Nel finale il rigore di Da Cunha fissa il punteggio sul 3-4.
C’è da dire che la partita è stata caratterizzata in negativo soprattutto dall’arbitraggio. Intanto attraverso la gestione della gara che vede ben 10 ammoniti, con tre soli falli meritevoli del giallo. Poi c’è il rigore dato al Como, che è un’autentica invenzione di Massa e del Var che si preoccupa di stabilire il punto millimetrico del contatto ma non di dire che il fallo è di Nico Paz su Bonny e non viceversa. La facilità con cui Massa indica il rigore non fa pensare affatto bene sulla buona fede arbitrale, a meno di non voler considerare i direttori di gara incompetenti e dannosi. Fatto sta che per la quarta volta in 4 partite si confeziona l’ennesimo torto di questa stagione ai nerazzurri. Altro che “Marotta ligue”, il concentrato di errori arbitrali ai danni dei nerazzurri sta diventando una pessima abitudine; pare che lo scudetto a Milano sia l’incubo dei Rocchi boys.
Deludente 1-1, invece, il risultato per il Napoli: in casa del Parma McTominay risponde a Strefezza, ma agli azzurri non riesce la zampata che, almeno sulla carta, avrebbe tenuto in vita il Campionato. In annesso le solite lamentele di Conte.
Va ancora peggio al Milan, che in casa contro l’Udinese rimedia l’ennesima figuraccia stagionale. I friulani sbancano San Siro addirittura 3-0: autogol di Bartesaghi e gol di Ekkelenkamp nel primo tempo, tris di Atta nella ripresa. Leao fischiato da tutto lo stadio al momento della sostituzione appare il simbolo di una squadra che è stata snaturata da Allegri e messa nelle condizioni di giocare molto al di sotto delle sue potenzialità.
I rossoneri a questo punto devono guardarsi alle spalle, perché la Juve ormai è a soli tre punti. A Bergamo, lo scontro diretto contro l’Atalanta sorride ai bianconeri, meglio nella ripresa rispetto alla squadra di Palladino, che nel primo tempo aveva sfiorato più volte il vantaggio. Decide l’incontro il gol dell’ex firmato da Boga. I nerazzurri, al momento, restano fuori dalla zona Europa.
In sesta posizione c’è la Roma, che vola a +4 sulla Dea battendo 3-0 all’Olimpico il Pisa con una tripletta di Malen, che – arrivato a gennaio – sale a 11 reti stagionali. I pisani si rendono pericolosi nel primo tempo con Tramoni, poi crollano. Pellegrini esce per un dolore al bicipite.
A metà classifica, il Sassuolo perde 2-1 a Genova (gol di Malinovskyi, Koné ed Ekuban) e si fa scavalcare di una lunghezza dall’Udinese.
Stesso risultato del Torino in casa contro il Verona: decisivi Simeone e Casadei per i granata. Quarta vittoria su sei partite per D’Aversa. L’Hellas, in gol con Bowie, sprofonda.
Secondo successo di fila per il Bologna, che passa 2-0 in casa sul Lecce con le reti di Freuler e di Orsolini. I tre punti consentono agli emiliani di conservare l’ottavo posto e di pensare con più serenità al ritorno contro l’Aston Villa. Quarta sconfitta di fila per la banda di Di Francesco, terzultima a quota 27 con la Cremonese, sconfitta 1-0 a Cagliari (rete di Esposito).

