Esteri

  • Belgio, un anno di vuoto

    di Carlo Musilli  Il primato era già loro, ora festeggiano il compleanno. Nei giorni scorsi il Belgio senza governo ha compiuto un anno di vita. Un record assoluto in tempo di pace, che ha consentito al Paese di conquistarsi un posto nell’almanacco della Guinness. Addirittura surclassati gli iracheni, i precedenti detentori del titolo, che dopo l’invasione…

  • Libia: Congresso contro Obama

    di Michele Paris Dalla scorsa domenica, la guerra contro il regime di Gheddafi viola apertamente il War Powers Act, approvato dal Congresso americano nel 1973 dopo il veto posto dall’allora presidente Nixon. Questa discussa legge era stata votata sull’onda delle polemiche relative agli abusi della loro autorità in merito all’impiego di forze in Vietnam da parte…

  • La democrazia turca

    di mazzetta Con la terza vittoria consecutiva dell’AKP e di Erdogan, si può considerare compiuta e matura la transizione della Turchia dal governo sotto tutela dei militari a una democrazia funzionante secondo gli standard europei. Condizione da soddisfare per accedere a pieno titolo nell’Unione Europea, ma soprattutto un guadagno netto per i cittadini turchi, che da…

  • La guerra infinita in Libia

    di Michele Paris La dodicesima settimana dell’aggressione militare NATO contro la Libia è iniziata con una serie d’incursioni aeree tra le più intense finora registrate. Un’escalation, quella messa in atto da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e dai loro alleati, avvenuta in contemporanea con un meeting dei membri del Patto Atlantico a Bruxelles per aumentare le…

  • Il Perù di Humala

    di Michele Paris A spuntarla nell’incertissimo ballottaggio delle elezioni presidenziali in Perù, domenica scorsa, è stato l’ex ufficiale dell’esercito Ollanta Humala. Il candidato nazionalista di sinistra dell’alleanza elettorale “Gana Peru” ha beneficiato della diffusa voglia di cambiamento tra i ceti più disagiati del paese andino, superando con un margine inferiore al 3 per cento Keiko Fujimori…

  • Lo Yemen va a fuoco

    di Carlo Musilli Alla fine sono arrivati i colpi di mortaio. Hanno centrato la moschea del palazzo presidenziale di Sana’a durante la preghiera del venerdì. All’interno c’era Ali Abdullah Saleh, leader dello Yemen dal 1978, che è riuscito a scappare nonostante le ferite. La tv Al Arabiya ha dato la notizia della sua morte, ma presto…