Cultura

  • LUNA DI MIELI

    di Marco Dugini Il Corriere della sera compie proprio in questi giorni 130 anni e lo fa entrando a gamba tesa nel campo infuocato della campagna elettorale, con un inaspettato editoriale del direttore Paolo Mieli, che schiera il suo giornale in maniera inequivocabile con l’Unione. Una lista di "buoni e cattivi" che ha scatenato subito…

  • L’ERBA DEL VICINO? E’ SEMPRE PIÙ NERA

    di mazzetta C’era una volta un’erba buona, che aveva tante qualità da scatenare l’ostilità di tanti che non sopportavano che la sua diffusione danneggiasse i loro affari. Venne allora deciso che l’erba era cattiva perché qualche giovane la fumava cercando l’evasione della realtà senza pagar dazio e il bollo sugli alcolici; e l’erba venne bandita….

  • LA MORTE DI UN UOMO MIGLIORE

    di Fabrizio Casari Un uomo forse senza tempo, questo era Shafick Handal. Un politico con il vizio della coerenza, poco incline alla moda forzata del compatibile, istintivamente nemico dell’accomodante. Tornava dalla cerimonia d’insediamento di Evo Morales in Bolivia, Shafick. Viaggio inevitabile, dal momento che nessun Presidente progressista dell’America latina avrebbe potuto fare a meno della…

  • ARMAGEDDON

    di mazzetta L’apocalisse liberista comincia a realizzarsi e a rendere tangibili gli incubi delle prime generazioni ambientaliste e non solo.Che ci si sia arrivati nonostante gli avvertimenti attiene alla natura umana, alla natura delle masse incolte, come alla natura di quanti, pur avendo coscienza dei problema, sono distratti dall’avidità o in altre faccende affaccendati. Dal…

  • SEBBEN CHE SIAMO DONNE…

    di Giovanna Pavani All’epoca fu una tale vittoria che nessuno si premurò di constatare se, alla conquista della scheda elettorale, corrispondessero anche consistenti risultati sul piano dei diritti civili. Se insomma le donne, chiamate per la prima volta alle urne il 2 giugno del ’46, si fossero anche conquistate la condizione di "cittadine" di quella…

  • LA CHIESA DI FATTO

    di Sara Nicoli La festa, in piazza Farnese a Roma, è finita con Vladimir Luxuria, con tanto di strascico, boa di struzzo e tacchi altissimi, che cantava "Mamma mia" degli Abba. E più o meno in quelle medesime ore, una signora impellicciata, filo di perle e messa in piega fresca di parrucchiere, si aggirava spaventata…