Si gioca, nonostante gli arbitri
Dopo le polemiche seguite alla partita di Milano tra Inter e Atalanta, in forza della quale il Milan avrebbe dovuto accorciare sull’Inter di altri tre punti, portandosi a 5 e riaprendo chiaramente la lotta per il titolo, l’Olimpico biancazzurro celebra il ruolo del guastafeste. A Milano si dice che “San Juan fa vedè l’ingan” e infatti nel posticipo il Milan viene fermato dalla Lazio, che ritrova il suo pubblico, sfodera un’ottima prestazione e vince per 1 a 0 con un bel gol di Isaksen. Seconda vittoria consecutiva per gli uomini di Sarri.
Quel che era successo sabato pomeriggio tra Inter e Atalanta aveva caricato la trasferta del Milan a Roma di valore assoluto. Con il decisivo contributo dell’arbitro Manganiello e della terna di assistenti al Var, l’Inter aveva frenato ancora, stavolta in casa contro l’Atalanta. In vantaggio con Pio Esposito, i nerazzurri non riescono a chiudere la partita e vengono raggiunti nel finale dalla Dea con Krstovic. Come nel derby, però, la coda di polemiche è notevole: dopo l’1-1, la squadra di Chivu circonda Manganiello chiedendo un fallo di Sulemana su Dumfries. Niente da fare. Anche il Var convalida la rete dopo senza on field review del direttore di gara, dove vi siede un arbitro ripescato per l’occasione dopo che era stato mandato via per incompetenza da diverso tempo. Ancora peggio però succede nell’area atalantina, dove Frattesi riceve un poderoso calcione che gli impedisce di tirare in porta e, nello sviluppo dell’azione, 10 secondi dopo, Ederson sbatte a terra Dumpries in piena area. Ci sarebbe da scegliere quale dei due falli meriterebbe di più il rigore ma Manganiello decide che tutto va bene. Niente affatto e lo diranno l’associazione degli arbitri che parla di evidente errore arbitrale. E’ il secondo in due partite e costa all’Inter due punti che si aggiungono ad almeno uno del derby. Sembra vi sia una decisione unica nella classe arbitrale: l’Inter non deve vincere, a costo di esporsi al ridicolo e dare sostanza ai dubbi sull’onestà dell’arbitraggio ai tempi di Rocchi.
La lotta per la zona Champions è anch’essa agguerrita. Terzo successo consecutivo per il Napoli, che al Maradona contro il Lecce passa 2-1. Segna Siebert dopo tre minuti; nella ripresa, Conte fa entrare McTominay e De Bruyne, che danno la svolta. I gol della rimonta realizzati da Hojlund e Politano.
Segue lo stesso andamento la quarta vittoria consecutiva del Como: in terra lombarda, la Roma passa in vantaggio con un rigore trasformato da Malen, ma nella ripresa l’arbitro lascia ingiustamente in 10 la squadra di Gasp, che subisce le reti di Douvikas e Diego Carlos.
La brigata Fabregas rimane così da sola in quarta posizione, con un punto di vantaggio sulla Juventus, vittoriosa sabato sera per 1-0 a Udine: decisivo il gol al 37′ di Boga, alla terza rete consecutiva. Il mago della squadra resta comunque Yildiz, che salta l’uomo con facilità irrisoria e serve assist a ripetizione.
Nello scontro di metà classifica, il Bologna batte 1-0 il Sassuolo e consolida l’ottavo posto, portandosi a +4 proprio sui neroverdi. I rossoblù passano subito con Dallinga, poi al Mapei scatta l’emergenza: cambi finiti e infortunio muscolare per il portiere Skorupski, che resta in campo stoicamente fino al 97′.
Terza vittoria nelle ultime quattro partite per il Genoa: 2-0 a Verona con marcature di Vitinha e Ostigard. Il Grifone arriva così a +9 sulla zona salvezza, mentre l’Hellas scivola in ultima posizione, raggiunto a 18 punti dal Pisa.
I toscani, infatti, vincono 3-1 contro il Cagliari, ritrovando il successo dopo più di 4 mesi. Padroni di casa in vantaggio con un rigore realizzato da Moreo al 9′. Dal 36′ Pisa in 10 per il rosso a Durasinmi. Nella ripresa, doppietta di Caracciolo e centro di Pavoletti, poi arriva un rosso anche per Obert.
Chiude il quadro della giornata il 4-1 del Torino sul Parma. La squadra di D’Aversa subito avanti con Simeone; gli ospiti pareggiano con Pellegrino, ma nel secondo tempo i granata si scatenano con Ilkhan, Keita e Zapata.

