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L’Inter allunga

diRedazione

All’inizio uno spavento notevole, alla fine un punteggio tennistico. L’Inter va sotto 2-0 a San Siro contro il Pisa (doppietta di Moreo), ma, proprio quando l’incontro assume tinte kafkiane, si sveglia e ribalta il risultato già prima dell’intervallo (Zielinski su rigore, Lautaro ed Esposito). Nella ripresa, poi, i nerazzurri fanno altri tre gol (Dimarco, Bonny, Mkhitaryan) e archiviano la pratica per 6-2.

Grazie a questo successo – il terzo consecutivo e il quarto nelle ultime cinque partite – la squadra di Chivu mantiene la prima posizione solitaria e aumenta il vantaggio su alcune inseguitrici.

All’Olimpico, nel posticipo, Roma e Milan pareggiano 1 a 1. Il Milan ha sofferto ed è andato in vantaggio con De Winter ma il rigore di Pellegrini ha riportato il punteggio in parità. Risultato che non serve al Milan che perde altri due punti verso l’Inter e va a meno cinque, né alla Roma che ne perde due verso la Juve, concorrente di zona Champions.

Nell’altro big match di giornata, la Juventus (a sorpresa) domina e travolge il Napoli con un 3-0 senza appello. Altra grandissima partita di Yldiz, che nella ripresa chiude i conti. David aveva sboccato il risultato nel primo tempo, mentre nel finale arriva il sigillo di Kostic. Azzurri stanchi e quasi mai pericolosi: nel finale entra Lukaku e si divora il gol della bandiera. La squadra di Conte rimane quarta, ma ora si ritrova la Signora a una sola lunghezza di distanza (e l’Inter a +9).

Appena 2 punti sotto la Juve, in piena lotta per la Champions, c’è il Como dei miracoli, che stavolta umilia il Torino infliggendogli uno storico 6-0 (doppietta di Douvikas, gol di Baturina, Da Cunha, Kuhn e Caqueret). Per Baroni è il secondo 0-6 in poco più di un anno, dopo quello rimediato in Lazio-Inter del dicembre 2024: evidentemente, ancora non si capacita del fatto che nel calcio si dovrebbe anche difendere.

Continua la risalita dell’Atalanta, che contro il Parma porta a casa la quarta vittoria nelle ultime cinque partite. A segno Scamacca su rigore, De Roon, Raspadori (alla prima da titolare) e Krstovic. I gialloblù, cancellati dal campo per buona parte della partita, si svegliano quando ormai è tardi e non riescono a combinare alcunché.

Il Bologna incassa un’altra sconfitta inattesa, stavolta per 3-2 sul campo del Genoa. Gara decisa dal rosso a Skorupski e dagli errori del suo vice, Ravaglia. A segno Ferguson, Otoa con un autogol, Malinovskyi ed Ekuban. A insaccare il gol decisivo che completa la rimonta è Messias, autore di un tiro a giro perfetto nel recupero.

Nella seconda parte della classifica, il Sassuolo batte di misura la Cremonese (gol di Fadera) e ritrova un successo che mancava dallo scorso 6 dicembre. I grigiorossi, invece, non incassano i tre punti da ben otto partite.

Infine, la Fiorentina perde ancora e torna in piena zona retrocessione. Stavolta, al Franchi passa il Cagliari, 2-1: gol di Kilicsoy, Palestra e Brescianini.

L’atmosfera più surreale è però quella che si respira in casa Lazio. Lo 0-0 a Lecce rimarrà negli annali come una delle partite più brutte di sempre (per i biancocelesti 61% di possesso palla, 455 passaggi riusciti e un solo tiro in porta). A tenere banco è però l’affaire Romagnoli: il difensore è in partenza per il Qatar, quando Lotito decide per il colpo di mano, pubblicando un comunicato farneticante in cui sostiene che il giocatore non sia mai stato sul mercato. È una palese sciocchezza (l’accordo c’era eccome), ma il presidente della Lazio continua a sentirsi più furbo del resto del pianeta.

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