SOTTO LE MACERIE DI GROUND ZERO
di mazzetta
Molti aspetti degli attentati dell’11 settembre restano ancora da chiarire,
ma una certezza esiste: l’amministrazione Bush nell’occasione ha offerto il
peggio di sé, non solo per non aver evitato l’attentato ed aver poi aggredito
paesi che nulla c’entravano, lasciando immuni i veri responsabili; ma, soprattutto,
per aver provocato la morte di molti americani nei mesi ed anni successivi alla
tragedia del WTC.Riguardo il primo aspetto, molti si chiedono perché
l’Amministrazione abbia ignorato le evidenti complicità saudite e quelle
ancor più evidenti dei pachistani; come sia possibile che il capo dei
servizi pachistani fosse negli States la settimana precedente all’attentato,
abbia potuto far avere denaro a Mohamed Atta e ritornarsene in patria indisturbato.
Molti si chiedono come mai il leggendario apparato di sicurezza americano non
abbia reagito all’attacco, peraltro atteso e previsto da più fonti; molti
ancora si chiedono come mai nessuna misura sia stata presa nei confronti del
governo pachistano e di quello saudita.
La risposta va rintracciata nell’atroce considerazione che questo non sia avvenuto
perché l’amministrazione USA non aveva alcuna convenienza ad operare
come qualunque persona in buona fede avrebbe immaginato. La storia degli USA
non è nuova a atrocità di questo tipo, fin dai tempi di Pearl
Harbour le amministrazioni americane hanno mostrato di essere in grado di sacrificare
i propri compatrioti se questo poteva essere utile a vincere la resistenza dei
cittadini all’entrata in guerra del paese. L’agenda statunitense prevedeva già
l’attacco all’Afghanistan, come quello all’Iraq, da anni nelle fantasie dei
think tank neoconservatori.
Se gli indizi in questo senso sono numerosi anche nel caso dell’11 settembre
e tendono ad indicare che non si trattò della peggiore dimostrazione
d’inefficienza del secolo (per la quale Bush & company hanno chiesto non
si mettesse sotto accusa nessuno per non "indebolire il paese"), esistono
invece solide ed incontrovertibili prove che l’azione dell’Amministrazione ha
provocato, nel caso del WTC, più vittime di quella dei terroristi.
Risulta evidente che le vite degli americani sono state giudicate sacrificabili
a vantaggio di altri interessi; come altrettanto evidente che l’Amministrazione
abbia scientemente mentito ed ingannato l’opinione pubblica anche in questo
caso.
E’ infatti dal lontano 9/11 del 2001 che migliaia di americani si ammalano e
muoiono a causa dell’inquinamento ambientale provocato dal collasso del WTC
al quale sono state esposte per precisa e cosciente volontà dell’amministrazione..
E’ un fatto che dopo l’attentato l’EPA abbia dichiarato che a Manhattan e a
Ground Zero non ci fossero rischi per la salute; è un fatto che una commissione
medica di alto livello abbia stabilito che "La distruzione del WTC l’11
settembre del 2001 causò il maggior disastro ambientale acuto che si
sai mai verificato a New York."
Gli altri fatti.
– Una settimana dopo gli attentati Rudolph Giuliani dichiara che Manhattan è
sicura dal punto di vista ambientale.
– Il 21 agosto del 2003 l’Ispettore Generale dell’EPA (Environmental Protection
Agency, organo federale) ha reso pubblico un rapporto di 165 pagine che ha documentato
come il White House Council on Environmental abbia bloccato la diffusione di
ogni informazione relativa ai rischi per la salute. Il rapporto si aggiunge
ad analoghe dichiarazioni di funzionari dell’EPA che hanno testimoniato come
le notizie diffuse dall’EPA dovessero passare al vaglio dell’Homeland Security
Department, che le ha censurate quasi totalmente.
– Il collasso del WCT liberò su Manhattan 2.358 diverse tossine, tra
queste: oltre 100 tonnellate di amianto polverizzato, metalli pesanti, carburanti,
benzene, floruri etc.
– L’EPA condusse analisi dell’aria e rilasciò rapporti sui principali
inquinanti; analisi effettuate ricercando una sostanza alla volta. E’ chiaro
che il livello di concentrazione di una sola sostanza può essere giudicato
non pericoloso, se si ignora che le persone esposte ne hanno inalate allo stesso
tempo altre 2.357; uno sporco trucco, quanto banale.
– Sulle rovine di Ground zero i pompieri rilevarono concentrazioni di benzene
4.000 volte superiori ai limiti di legge; gli stessi pompieri furono i primi,
e gli unici, ad avere in dotazione dei respiratori per muoversi tra i detriti,
ma questo avvenne solo due settimane dopo il crollo.
Attualmente ci sono oltre 1.700 cause pendenti, la gran parte da dipendenti
del NYPD (polizia) e del FDNY (pompieri).
Nel marzo del 2004 erano 380 i pompieri inabili al lavoro a causa di malattie
respiratorie contratte servendo al WTC.
– Secondo un rapporto del 2004 del GAO ( General Accounting Office), non esistono
cifre sicure su quanti siano rimasti esposti a queste sostanze, ma il loro numero
varierebbe tra i 250.000 ed i 400.000. Sempre secondo il GAO sono esistiti sei
programmi per assistere questa gente, che hanno però interessato poche
migliaia di persone. Sempre secondo il GAO non è possibile stabilire
l’impatto che l’esposizione agli inquinanti ha avuto sulla popolazione.
– Il 43% degli abitanti di Manhattan ed il 78% di quanti lavorarono a Ground
Zero riportano seri disturbi alla salute, alcuni sono morti.
– ricerche successive hanno stabilito l’esistenza di una patologia chiamata
"la tosse del WTC" che provoca seri problemi respiratori ancora oggi
a quanti furono esposti alle polveri
– Il City Department of Health and Mental Hygiene’s World Trade Center
Health Registry riporta che 27,000 persone hanno avuto problemi alle narici
ed oltre 21.000 tosse persistente; una ricerca condotta a China Town mostra
un’impennata dei casi d’asma
– I danni alla salute non sono quantificabili, non esistendo alcuno studio in
relazione ad una massiccia esposizione ad un numero così grande di inquinanti,
ma le analisi fin qui effettuate indicano, oltre ai danni all’apparato respiratorio,
un alto numero di casi di immuno-depressione, inabilità permanenti ed
un rischio elevatissimo di tumori per l’inalazione dell’amianto su un arco di
oltre 20 anni.
– L’anno scorso un’indagine dell’EPA ha concluso che l’agenzia ingannò
i newyorchesi sui rischi per la salute e che fallì nel ripulire Manhattan;
l’Ispettore Generale ha dichiarato inoltre che ufficiali della Casa Bianca hanno
riscritto le note dell’EPA minimizzando i rischi della salute.
– L’EPA ha bonificato (su richiesta) solo 4.000 appartamenti privati a Manhattan,
dichiarando chiusa l’operazione l’anno scorso; non sono stati ripuliti gli spazi
comuni, quelli pubblici, le scuole, gli uffici, gli impianti di aerazione e
gli edifici pubblici. Questo nonostante alcuni edifici siano stati tanto dichiarati
tanto inquinati da non poter essere puliti come si dovrebbe e ne sia stato vietato
l’utilizzo (E’ il caso del palazzo che ospitava la Deutsche Bank).
– Non sono stati disposti programmi di assistenza o di sostegno economico alle
vittime "ambientali" del 9/11. (Leggi il rapporto completo del Sierra
Club)
– Il fenomeno viene ignorato dai media nazionali e dall’Amministrazione, nonostante
le cause in corso e nonostante i richiami di diversi organi pubblici e degli
uffici giudiziari.
– Le vittime potrebbero essere migliaia, visto che una sola infinitesimale particella
delle cento tonnellate di amianto può provocare un tumore mortale (mesotelioma);
i legali stimano in centinaia di migliaia quanti potrebbero fare causa al governo
americano.
Perché l’Amministrazione americana ha permesso che centinaia di migliaia
di cittadini andassero incontro a malattie mortali in quei giorni? Potrebbe
risultare che le scelte sul come e quando intervenire dell’Amministrazione Bush,
ha ucciso più persone a Manhattan di quante non abbiano fatto i terroristi.
Come rilevano i rapporti del Sierra Club e di molte altre organizzazioni non-governative
i motivi sono riconducibili alla politica e all’economia.
I funzionari dell’EPA e Rudolph Giuliani apparvero in televisione e giurarono
il falso perché l’Amministrazione ed i suoi finanziatori avevano urgenza
di riaprire il New York Stock Exchange, la borsa di New York. La riapertura
di Wall Street avrebbe potuto essere organizzata altrove in tutta sicurezza,
ma con costi e tempi superiori. Poco importa se gli stessi operatori sono stati
esposti ai medesimi rischi; una seria bonifica ambientale, come un serio programma
di screening e di assistenza economica avrebbero distratto risorse ed energie
dal vero obiettivo di Bush e Cheney: la guerra in Medioriente.
A questo vanno aggiunte le considerazioni politiche: rendere inagibile Manhattan
avrebbe significato mostrare al mondo l’assoluta impreparazione americana e
il fatto che non esistessero (e non esistano tuttora) piani in caso di disastri
ambientali, che siano naturali o provocati dall’uomo. Circostanza provata anche
in occasione dell’inondazione provocata da Katrina; l’uragano ha infatti provocato
un enorme inquinamento ambientale che non è stato neppure monitorato.
(Leggi il rapporto del Center for Legal Policy)
Quanto sopra rappresenta un tratto caratteristico dell’attitudine dell’Amministrazione
Bush verso le corporation inquinatrici; non a caso l’Amministrazione si oppone
ancora oggi al risarcimento dei lavoratori che negli ultimi decenni si sono
ammalati a causa dell’esposizione all’amianto; non a caso oltre 60 impianti
chimici negli USA sono considerati ad alto rischio senza che venga disposta
la loro messa in sicurezza, o predisposti piani di evacuazione per le popolazioni
che vivono nei pressi, circostanza condivisa dagli abitanti vicini alle centrali
nucleari.
Ma esiste anche un’altra considerazione, che porta molti a chiedersi come avrebbe
fatto l’Amministrazione a nascondere la propria impreparazione nei giorni degli
attentati, se al forsennato ritmo delle reazioni governative si fosse preferita
una tabella di marcia più prudente e rispettosa della salute della popolazione.
Da sottolineare, ancora una volta, la latitanza dell’informazione su un tema
che dovrebbe essere di enorme interesse pubblico; solo alcune testate di New
York, e qualche web-magazine hanno finora dato evidenza a questo spaventoso
dramma, mantenendo ancora una volta Bush al riparo dalle conseguenze del suo
comportamento dissennato. Gran parte di quanti accorsero a lavorare a New York
in quei giorni non sanno neppure perché stanno morendo, visto che di
fuori della regione non trapela nulla.
Un momento di riflessione su questi temi avrebbe messo sul banco degli accusati,
come maggiore imputato, proprio l’Amministrazione ed avrebbe forse impedito
l’esecuzione dei piani da tempo nel cassetto dei repubblicani: dalla promulgazione
del Patriot Act all’invasione del Medioriente; gli americani avrebbero potuto
riflettere troppo sul reale stato dell’Unione e pensare che le priorità
di Bush non fossero quelle dell’America.
Forse non sapremo mai la completa verità sui giorni precedenti al 9/11,
ma già ora conosciamo alla perfezione cosa successe dopo: i cittadini
americani furono ingannati, lasciati andare incontro alla morte e a gravi malattie
ed infine abbandonati a loro stessi dalla peggiore amministrazione della storia
statunitense. Un comportamento assolutamente criminale.

