1976-2006: TRENTA ANNI DI PENA CAPITALE NEGLI STATI UNITI
di Bianca Cerri

Il 2 luglio 1976 la Corte Suprema degli Stati Uniti metteva fine alla breve
stagione della moratoria sulle esecuzioni decisa quattro anni prima restituendo
alla pena capitale l’antico status di punizione costituzionalmente accettabile.
La sentenza, conosciuta come Gregg v. Georgia prometteva anche di liberare i
processi capitali da ogni sospetto di pregiudizio e da eventuali errori procedurali
ma non risulta che tutto ciò sia mai avvenuto. Da allora sono stati giustiziati
1.026 esseri umani e altri 33 verranno messi a morte nei prossimi tre mesi.
Un record alquanto fosco per un paese considerato il caposaldo della democrazia
occidentale. La giustizia capitale continua ad essere uno dei temi più
dibattuti della nostra epoca ma spesso se ne discute come di una questione un
pò schizofrenica tra ying (coloro che la invocano) e yang (quelli che
vorrebbero abolirla). Per quanto riguarda gli Stati Uniti, lo scontro tra due
visioni opposte ha impedito di apprezzare in pieno i meccanismi occulti che
sostengono le leggi capitali e questo è il primo dei motivi che ci hanno
spinti a fare il punto sul panorama penale americano. L’altro è la perdita
dell’identità laica dei movimenti abolizionisti ormai completamente dipendenti
dal concetto di "compassione" suggerito dalle lobbies cattoliche che
vantano il cristianesimo come unica strada praticabile verso l’abolizione.
Le lotta contro le leggi penali arbitrarie fa parte della storia stessa dell’umanità
e non dovrebbe avere nulla a che fare con la fede e gli assiomi morali, soprattutto
per quanto riguarda gli Stati Uniti. Molte delle sentenze più discutibili
della Corte Suprema, come quelle che riguardano l’esistenza di lagers come Guantanamo,
la limitazione del diritto all’aborto per le donne e l’esclusione dei poveri
dai programmi sociali, sono state decise dalla maggioranza cattolica che oggi
domina il più alto organo costituzionale del paese per la prima volta
nella sua storia. Detto altrimenti, negli Stati Uniti le norme della convivenza
civile vengono dettate in base ad un patto ibrido tra stato e religione che
ha dato vita ad un sistema di controllo-punizione-repressione divenuto la vera
forza centrifuga della società e dell’economia.
E’ fin troppo scontato dedurre che se una grande democrazia continua ad ostentare
la pena capitale come unico metodo per arginare la criminalità dietro
le motivazioni ufficiali deve esistere un’agghiacciante linearità di
pensiero che non lascia spazio a considerazioni sulla "sacralità
della vita". Per questo rischiano di risultare vane le infuocate campagne
per salvare la vita di questo o quel condannato sfociate a volte in una inopportuna
santificazione.
Gli uomini e le donne rinchiusi nei bracci della morte d’America hanno spesso
alle spalle un passato ruvido e convivono tutti i giorni con i fantasmi della
loro mente. Tutto esclude che possano diventare degli eroi ma proprio per questo
la loro lotta va sostenuta. Uno stato che uccide i "cattivi soggetti"
per nascondere le vere ed imperscrutabili complessità del suo sistema
penale dominato da razzismo errori procedurali, ingordigia politica e reminiscenze
medioevali sarebbe un’anomalia inaccettabile in quasi tutti i paesi del mondo.
Solo negli Stati Uniti continuano a considerarlo un valore.
La Pena Capitale USA: Fatti e Cifre
L’82% delle esecuzioni negli Stati Uniti avvengono negli stati del sud dove
un tempo vigeva la schiavitù e di queste il 45% avviene in due soli stati:
Texas e Virginia.
La prima esecuzione in Texas avvenne nel 1982 e fu quella di Charles Brooks,
afro americano che aprirà la strada ad una lunghissima serie.
La prima donna giustiziata dal 1976 è stata Thelma Banks, uccisa nella
Carolina del Nord nel 1984.
La prima discussione sulla costituzionalità della pena capitale ai malati
di mente risale al 1986.
L’inasprimento delle leggi capitali avvenne nel 1994 e fu deciso da Bill Clinton,
che apportò altre modifiche nel 1996 accelerando il percorso dei condannati
verso il patibolo. Oggi la geografia della pena capitale appare molto variegata
e spazia dalle 19 condanne a morte emesse dai tribunali della California nel
2005 ad un’unica condanna negli stati del Connecticut, Indiana, Tennesse e Virginia.
Nel primo semestre del 2006, hanno già avuto luogo 25 esecuzioni. I più
giovani fra i giustiziati sono stati Robert Salazar e Jermaine Herron, entrambi
messi a morte in Texas a 27 anni, rispettivamente il 22 marzo ed il 12 maggio.
Dal 1976 ad oggi 229 condannati a morte hanno avuto la grazia.
Le donne attualmente sotto sentenza di morte sono 55. 8 in California, 11 in
Texas e in Florida, 7 in Oklahoma, 6 in Ohio, 5 in Mississippi e Georgia, 4
in Missouri, il resto in altri stati. L’ultima donna messa a morte è
stata Frances Newton nel dicembre del 2005.
Almeno il 34% delle persone giustiziate dal 1976 ad oggi soffriva di gravi problemi
mentali.
Nel 2005 la Corte Suprema ha abolito la pena capitale per i minori. La sentenza
è del 1 marzo.
Nel 1976 i condannati a morte ammontavano ad un totale di 420 individui, oggi
sono 3.370. Il che prova che la pena capitale possiede alcun valore deterrente.
L’ipocrisia dell’iniezione letale
Il 26 aprile 2006 la Corte Suprema degli Stati Uniti si è riunita per
parlare di iniezione letale e più precisamente dell’eventualità
che essa costituisca un metodo di esecuzione eccessivamente crudele per il condannato.
Il 12 giugno la Corte ha poi decretato che è facoltà del condannato
chiedere un rinvio dell’esecuzione basato sulla presunta crudeltà. Presunta?
Forse l’iniezione letale non fa venire i brividi come la lapidazione ma definire
"presunta" la crudeltà del metodo spacciato dal suo ideatore
come "indolore" significa negare l’evidenza. Se male amministrata,
l’iniezione letale è una barbarie vera e propria. L’unico problema è
che la crudeltà del metodo non basta per dichiarare l’incostituzionalità
della pena capitale.
Dal 1976 in poi, eventi imprevisti hanno reso l’esecuzione di un condannato
un processo molto più doloroso di quanto le autorità vorrebbero
far credere. Il 3 maggio scorso, dalla finestra che si affaccia sulla stanza
della morte i testimoni hanno assistito inorriditi alla sofferenza di Joseph
Clark, durata novanta minuti. Alla fine, le guardie hanno dovuto abbassare le
tende per evitare che qualcuno svenisse. Il povero Clark continuava a lamentarsi
del dolore senza che nessuno muovesse un dito per evitargli ulteriori sofferenze.
Prima che gli inserissero l’ago nelle vene, Clark si era rivolto idealmente
ai giovani raccomandando loro di tenersi alla larga dalle droghe che avevano
rovinato la sua esistenza.
Anche la morte di Ray Clarence Allen avvenuta il 13 gennaio in California è
stata un’orribile sequenza di tortura per il condannato che, con i suoi 76 anni,
è stato uno degli individui più anziani mai messi a morte negli
Stati Uniti. Non tutti gli stati permettono che venga somministrato un tranquillante
prima dell’esecuzione e la tensione nervosa di un soggetto può rendere
molto laborioso l’intero processo. Nel 1988 ci vollero 40 minuti per giustiziare
Raymond Landry in Texas. Gli operatori chiamati ad amministrare le sostanze
letali a Ricky Ray Rector in Arkansas nel 1992 rimasero sconvolti dalla sua
reazione. Rector, malato di mente all’ultimo stadio, aveva le cellule cerebrali
danneggiate. Per ucciderlo era stato convocato un team di dieci persone. Un
fallimento per la giustizia. Un viatico elettorale per Bill Clinton allora governatore
dell’Arkansas che firmò il mandato di morte per Rector durante la campagna
presidenziale dalla quale sarebbe uscito vincitore.
Nei bracci della morte d’America
Razza
Bianchi: 1.527
Neri: 1.411
Latini: 354
Nativi: 38
Asiatici: 8
N.C.: 1
Sesso
Maschi: 3.314
Femmine: 56
Quali gli stati che mantengono la pena di morte
Alabama = 34 esecuzioni. Non è prevista la condanna capitale per chi
viene associato a un reato capitale come altrove.
Arizona = 22 esecuzioni. La legge prevede l’esecuzione anche per chi ha partecipato
al reato capitale senza uccidere.
Arkansas = 27 esecuzioni, 1 grazia.
California = 13 esecuzioni ad iniziare dal 1992, molto dopo gli altri stati.
Braccio della morte locato a San Quentin.
Colorado = 1 esecuzione ma esiste la condanna a morte anche per i correi.
Connecticut = 1 esecuzione e anche qui prevista la pena capitale anche per
chi non uccide ma è presente al delitto.
Delaware = 14 esecuzioni, 1 donna attualmente nel braccio della morte.
Florida = 60 esecuzioni, e due donne oggi nel braccio della morte. 21 persone
riconosciute innocenti.
Georgia = 39 esecuzioni,
Idaho = 1 esecuzione ma in questo stato è ancora previsto il plotone
d’esecuzione qualora richiesto.
Indiana = 17 esecuzioni.
Illinois = 12 esecuzioni a partire dal 1976 ma c’è attualmente in atto
una moratoria dichiarata nel 2003.
Kansas * = nessuna esecuzione.
Kentucky = 2 esecuzioni, facoltà di optare per la sedia elettrica per
le sentenze antecedenti al 1 giugno 1998.
Louisiana = 27 esecuzioni.
Maryland = 5 esecuzioni, dopo una breve moratoria la pena capitale è
stata ripristinata.
Mississippi = 7 esecuzioni dopo il 1976. Prevede la pena capitale per correi.
Missouri = 66 esecuzioni e 52 detenuti attualmente in attesa di essere giustiziati.
La prima esecuzione è del 1989.
Montana = 2 esecuzioni.
Nebraska = 3 esecuzioni UNICO stato a fare ancora uso della sedia elettrica.
Nevada = 12 esecuzioni. Solo il governatore ha la facoltà di concedere
la grazia.
New Hampshire = Nessuna esecuzione, tasso di criminalità basso, mantiene
l’impiccagione.
New Jersey = Nessuna esecuzione, solo il governatore ha la facoltà
di concedere la grazia.
New Mexico = 1 esecuzione, non esiste in alternativa l’ergastolo senza condizionale
per alcuni reati.
New York * = Nessuna esecuzione dal 1976.
North Carolina = 42 esecuzioni, esiste in alternativa la possibilità
di ergastolo senza condizionale.
Ohio = 21 esecuzioni, 1 sola donna nel braccio della morte. Opzione di ergastolo
senza condizionale. 5 grazie.
Oklahoma = 81 esecuzioni.
Oregon = 2 esecuzioni.
Pennsylvania = 3 esecuzioni.
South Carolina = 35 esecuzioni.
South Dakota = nessuna esecuzione, 4 persone nel braccio della morte.
Tennessee = 1 esecuzione avvenuta nel 2000. Prevedere la pena capitale per
correi.
Texas = 367 esecuzioni. 404 persone rinchiuse nel braccio della morte.
Utah = 6 esecuzioni, non si può essere condannati a morte per associazione
in reato capitale.
Virginia = 95 esecuzioni, sedia elettrica se richiesta dal condannato.
Washington = 3 esecuzioni.
Wyoming = 1 esecuzione.anche
– U.S. Gov’t = 3 esecuzioni.
– U.S. Military = Nessuna esecuzione.
Stati senza più pena di morte
Alaska
Hawaii
Iowa
Maine
Massachusetts
Michigan
Minnesota
North Dakota
Rhode Island
Vermont
West Virginia
WisconsinDist. of Columbia
Manuale del Condannato
Esistono ormai manuali di tutti i tipi, da quello che insegna ad ammaestrare
i cani a quello per imparare a fare la spesa, manca soltanto un manuale che
insegni a schivare le trappole del sistema penale americano, un universo bizantino
dal quale nessuno esce indenne. Fra avvocati che s’addormentano in tribunale,
altri che si risvegliano al dolce suono della moneta ,praticanti con una visione
fumettistica delle leggi capitali, patrocinanti d’ufficio senza neppure una
linea telefonica, mancanza di fondi, procuratori che ammaestrano le giurie,
tribunali dove imperano razzismo e pregiudizi sessuali, imputati impotenti,
gli Stati Uniti sono riusciti a mettere insieme una popolazione carceraria di
due milioni e trecentomila unità che continua a crescere alla vertiginosa
velocità di 400.000 nuovi ingressi ogni anno. In questo fallimentare
scenario, gli uomini e le donne condannati a morte non avranno a disposizione
più di trenta minuti per difendere la propria vita, tutto il resto dipenderà
dalle manipolazioni della pubblica accusa. La difesa non ha spesso altra scelta
che quella di appellarsi al buon cuore della giuria , ammesso che qualcuno abbia
spiegato ai giurati che la pena capitale non è obbligatoria e l’ergastolo
senza condizionale è un’ottima alternativa all’inutile eliminazione fisica
dell’imputato.
Stati Assassini
Se in Nebraska il boia ha lasciato arrugginire la sedia elettrica per mancanza
di esseri umani da friggerci sopra, in altri tre o quattro stati non si ferma
un attimo. Qualche volta è costretto a fare anche i turni di notte se
il protocollo prevede che l’esecuzione debba avvenire solo a notte fonda.
Per fortuna da quando tecnologia e leggi penali hanno unito i loro sforzi creando
l’iniezione letale il processo è più rapido. In Tennessee, una
delle sostanze è vietata nell’eutanasia degli animali ma lo stato ne
permette l’uso libero sugli uomini.
Fast Food
L’opinione pubblica non si emoziona se un uomo o una donna vengono giustiziati
ma vuole sapere a tutti i costi cosa hanno mangiato prima di essere fatti fuori.
Qualcuno ha voluto soddisfare questa curiosità scrivendoci sopra un discutibile
libro. Un altro autore ha sentito invece il bisogno di realizzare un Dizionario
delle Ultime Parole dei Condannati a Morte. Ora che Ministero di Grazia e Giustizia
USA ha proibito il fumo in tutti i bracci della morte, forse per riguardo alla
salute dei detenuti, la liturgia finale delle esecuzioni è affidata alla
frase pronunciata prima del viaggio verso il Grande Nulla. Guardie, direttore,
parenti delle vittime non aspettano altro e soprattutto sperano che il morto
che cammina scelga di elogiare il potere deterrente della pena capitale. Oltretutto
sarebbe la prova indubitabile che sacrificare una vita umana alla vendetta collettiva
è cosa buona e giusta. Poi il veleno completerà l’opera di una
giustizia "usa e getta" in perfetta sintonia con l’epoca del fast
food.

