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Lun
1 Maggio 2017
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Televisione

Il duopolio definitivo

Il duopolio definitivo

di Mariavittoria Orsolato

Nuovi guai in vista per il Biscione, ma stavolta non si tratta di gnocca. Dopo l’abbuffata di frequenze del digitale terrestre, ottenute a gratis grazie al beauty contest confezionato su misura dal ministro Romani, ora Mediaset punta alle infrastrutture di trasmissione. E’ notizia di qualche giorno fa che l’Antitrust ha aperto un’indagine sull’acquisizione di Digital Media Technologies (DMT) - primo operatore italiano nella gestione di ripetitori per tv e telecomunicazioni - da parte di Elettronica Industriale, società di proprietà RTI, a sua volta parte del gruppo Mediaset. I timori dell’Autorità garante per la concorrenza sono presto detti: possibile abuso di posizione dominante, ostacolo alla concorrenza e soprattutto all’ingresso di nuovi operatori.

Di questa acquisizione si parlava da un po’, in quanto creerebbe di fatto un duopolio nel mercato delle trasmissioni tv: sul suolo nazionale, a parte DMT, è infatti presente una sola altra “tower company” ed è Rai Way, società della tv di Stato che ne diffonde le trasmissioni ma che tuttavia fornisce ospitalità a operatori terzi solo in misura limitata. Nonostante le infrastrutture supportino infatti sia le telecomunicazioni che le trasmissioni televisive, solo per quest’ultime l’authority presieduta da Antonio Catricalà mostra più di una riserva.

Come si legge nella nota resa pubblica giovedì, l’Antitrust teme che l’operazione “possa determinare la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nel mercato delle infrastrutture per la radiodiffusione televisiva, con potenziali effetti escludenti nei mercati a valle”. Dal momento che Elettronica Industriale si occupa della realizzazione, manutenzione e gestione delle reti con le quali sono diffusi la maggior parte dei servizi televisivi del Gruppo Mediaset, potrebbe avere sia la capacità che l’interesse a limitare - se non addirittura ostacolare - le attività dei concorrenti attivi sia nel mercato della raccolta pubblicitaria che in quello della pay-tv.

L'indagine è stata aperta solo dopo la formalizzazione degli accordi tra Alessandro Falciai, presidente e amministratore delegato di DMT, e i manager della società controllata dalla famiglia Berlusconi ma fondata nel 1975 da Adriano Galliani.

Accordi che in realtà non rappresentano altro se non un ritorno del prodotto nelle mani del primo proprietario. La Digital Media Technologies nasceva infatti nel 2000 con l’acquisizione del ramo d'azienda di Elettronica Industriale S.p.A, dedicato appunto alla progettazione, produzione e commercializzazione degli impianti di diffusione del segnale televisivo, rilevandone know-how e personale.

DMT diventa così il maggior operatore indipendente italiano nel settore delle infrastrutture per reti televisive, radiofoniche e di telecomunicazioni: fornisce servizi di ospitalità ad oltre 400 clienti, tra i quali figurano i maggiori broadcasters e i principali gruppi di telecomunicazione presenti in Italia.

Undici anni e 1500 nuovi impianti dopo, il pacchetto di tralicci e torri di trasmissione torna al Biscione che con questa mossa arriverebbe a controllare, stando sempre all’analisi dell’Antitrust, “un parco d’infrastrutture ubicate in oltre 2.000 siti capillarmente dislocati sull'intero territorio nazionale”, circa l’80% della rete di torri di trasmissione tv.

La chiusura della fusione tra Elettronica Industriale e DMT dovrebbe avvenire a dicembre 2011. Il costo dell’operazione è stimato in circa un miliardo di euro e, sebbene il Cda del Biscione abbia ammesso un rosso di 1.805,5 milioni di euro al 30 giugno 2011, tutto è calcolato. Per Mediaset si tratta di un acquisto strategico, volto ad arginare la crisi della pubblicità, senza contare il fatto che le torri valgono diversi punti nel beauty contest per l’assegnazione delle frequenze televisive per il digitale terrestre. In attesa del giudizio dell’Autorità garante del mercato, il prossimo 14 ottobre si riunirà l’assemblea dei soci DMT per dare l’ultimo e definitivo via libera alla fusione che di fatto ammazzerà la concorrenza nelle trasmissioni e suggellerà il definitivo duopolio Rai-Mediaset.

 

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