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30 Aprile 2017
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Televisione

Rai: cv di un certo livello

Rai: cv di un certo livello

di Mariavittoria Orsolato

Quando lo scorso mese il premier ha fatto slittare le nomine Rai, per non avallare formalmente lo spoil system partitico, ha assicurato che avrebbe vagliato con attenzione tutte i curricula che gli sarebbero mano a mano pervenuti. Un'affermazione che certamente voleva rimarcare lo spirito meritocratico che anima il governo tecnico (o almeno i suoi annunci) ma che, data la palese incapacità comunicativa di Monti, si è trasformata in un vero e proprio boomerang.

Quella di Monti è stata infatti la risposta garbatamente piccata all'auto candidatura di Carlo Freccero e Michele Santoro, rispettivamente a presidente e a direttore generale di viale Mazzini, lanciata con probabile intento provocatorio dal palco del Festival Internazionale del Giornalismo. Era il 29 aprile, le nomine Rai erano in scadenza imminente e quella che è stata etichettata come la boutade della strana coppia Santoro-Freccero ha avuto senz'altro il merito di agitare un po' le acque (torbide) della Rai e della politica, che se n'è arrogata il diritto di prelazione.

Santoro e Freccero hanno portato i loro curricula perché vengano valutati da Mario Monti e da chi dovrà occuparsi delle nomine per il nuovo consiglio d'amministrazione Rai e l’hanno fatto, spiega il conduttore di Servizio Pubblico “per affermare un principio che dovrebbe sempre valere per le cariche pubbliche”. Ovvero, la necessità di avere competenze specifiche e di renderle palesi pubblicamente, per una valutazione esclusivamente meritocratica.

Entrambi hanno lavorato all'interno del duopolio Rai-Mediaset e entrambi vantano un curriculum denso di successi televisivi, sia in termini di ascolti che di qualità dei prodotti. Certo un Santoro dg farebbe immediatamente gridare alla gestione “bolscevica” della tv pubblica ma è indubbio che la sua sarebbe una direzione generale molto migliore di quelle succedutesi negli ultimi tempi. Quanto al direttore di Rai4, prendendo a prestito le parole di Gad Lerner, “un presidente visionario, creativo e scapigliato farebbe solo bene a un’azienda che rischia di finire imbalsamata prima ancora di tirare le cuoia”. Tutto molto bello, se non stessimo parlando della tv di Stato: una televisione talmente fedele a se stessa da risultare deleteria, autolesionista al limite del masochismo.

Oltre alle candidature degli outsider Santoro e Freccero, sono arrivati anche i curricula di altri personaggi noti a viale Mazzini, primo tra tutti quello di Giovanni Minoli. L'attuale direttore di Rai Storia ed ex fedelissimo di Bettino Craxi, ha mandato il suo curriculum a Palazzo Chigi dopo aver proposto pubblicamente il sistema della trasparenza delle candidature ai vertici Rai in base alla vita professionale. Ma lo spazio appena conquistato su Rai 2 - sarà Minoli a condurre da settembre il prime-time del giovedì sera che fu di Annozero - potrebbe vanificare il suo “sforzo di rinnovamento”.

Altri nomi che circolano insistentemente per la direzione generale sono quelli di Claudio Cappon (già due volte alla guida di viale Mazzini), del manager Francesco Caio, attuale amministratore delegato di Avio - storica azienda aerospaziale - con un passato in Merloni e Olivetti e di Giancarlo Leone, responsabile della struttura Intrattenimento della Rai ed ex vicedirettore generale. Mentre per la presidenza, il più papabile al momento è Giulio Anselmi ex direttore del quotidiano torinese La Stampa. Tutti nomi graditi all'establishment.

Anche Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera, aveva inviato la propria candidatura, una provocazione atta a esprimere un'ironica opposizione all'outsider Santoro ma ha pubblicamente desistito su Twitter non appena ha avuto notizia che un altro big della Rai si era fatto avanti. Stiamo parlando di Cino Tortorella, alias il Mago Zurlì, imprescindibile presenza dello Zecchino d'oro e alfiere della tv per ragazzi sin dal lontano 1957. Stando a quanto pubblicato sul Corriere della Sera, il famoso Mago Zurlì ha già inviato una lettera al premier Monti dove indica come collaboratore la sua famosa spalla Topo Gigio. Tortorella, classe 1927, ha assicurato infine a Monti che entrambi, mago e topo, metteranno tutta la loro esperienza al servizio della Rai a titolo completamente gratuito.

Sulla scrivania di Monti, azionista di maggioranza Rai in quanto ministro dell'Economia ad interim, sono dunque ammassati numerosi curriculum ed entro un paio di settimane i nomi dei sostituiti di Lorenza Lei e Paolo Garimberti dovranno essere decisi. Il governo ha ora la possibilità di dare prova della sua tanto sbandierata neutrale tecnicità, procedendo con metodo nuovo alla selezione degli aspiranti e soprattutto senza cedere alla tentazione di accontentarsi dello status quo, con la proroga di fatto di una dirigenza palesemente inadeguata. Ma, come dicevamo, stiamo parlando della Rai, baluardo inespugnabile della lottizzazione, anche in tempi di governi tecnici.


 

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