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Siria, ribelli criminali di guerra

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di  Nena News

Roma, 17 settembre 2012. I gruppi di opposizione al regime di Bashar al Assad si sono macchiati di crimini di guerra. È il contenuto del nuovo rapporto di Human Rights Watch, commissionato dalle Nazioni Unite, che avvertono: l'escalation di violenza in Siria è da imputare alla presenza crescente di combattenti stranieri.

Dopo le ripetute condanne al governo siriano, considerato responsabile di arresti di massa e torture, oggi nel mirino dell'ONU e dell'organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch finiscono i gruppi di opposizione: nel nuovo rapporto sono documentate decine di esecuzioni sommarie e atti di tortura compiuti dai ribelli ad Aleppo, Idlib e Latakia.

L'Esercito Libero Siriano, tra i principali gruppi di opposizione, ha dichiarato di voler porre fine alle violenze, dopo la pubblica esecuzione ad Aleppo di 14 membri di un clan vicino a Assad. Una dichiarazione che non accontenta le organizzazioni per i diritti umani: "Il vero test è il comportamento reale delle opposizioni - ha commentato il vice direttore di HRW per il Medio Oriente, Nadim Houry - Le opposizioni hanno sempre detto di voler lottare contro il governo per le sue orrende violazioni dei diritti umani. Ora è tempo che le opposizioni mostrino che cosa intendono".

E da Ginevra si aggiunge la voce delle Nazioni Unite. Il Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU, che ha commissionato a HRW il rapporto, ha parlato di una "crescente e allarmante presenza di elementi islamici stranieri in Siria". Ovvero, combattenti provenienti dall'estero che stanno radicalizzando il conflitto siriano e provocando un'escalation delle violenze.

"Gravi violazioni dei diritti umani sono aumentate di numero e intensità", ha detto il responsabile delle indagini per il Consiglio dell'ONU, Paulo Pinheiro. Pinheiro ha inoltre rivelato una lista segreta con i nomi di siriani sospettati di aver commesso crimini di guerra e per questo perseguibili a livello internazionale. Individui membri sia del governo di Assad che dei gruppi di opposizione al regime.

 

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