Altrenotizie - Fatti e notizie senza dominio

Lun
25 Settembre 2017
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Pescati nella Rete

Ue: sanzioni solo alla Siria

Ue: sanzioni solo alla Siria

di Nena News 

Roma, 06 maggio 2011. Potrebbero diventare operative già lunedì prossimo le prime misure restrittive dell’Unione europea (Ue) contro la Siria che verranno approvate oggi dai 27 paesi membri e dovrebbero colpire direttamente lo stesso Bashar Assad. A spingere affinchè il presidente siriano venga preso di mira subito - con divieto di concessione del visto e il congelamento dei beni personali all’estero - sono la Francia, la Gran Bretagna e la Germania.

Altri paesi, preferirebbero «segnale forti» contro Damasco lasciando tuttavia una porta aperta alla diplomazia. L’Ue approverà l’embargo sulla fornitura di armi, congelerà il negoziato per l’accordo di associazione (in realtà già bloccato dall’ottobre 2009) e procederà alla revisione della cooperazione bilaterale, un fronte sul quale la Siria avrebbe potuto beneficiare, nel periodo 2011-2013, di circa 130 milioni di euro.

Le sanzioni arrivano mentre in Siria si è vissuta oggi una nuova giornata di proteste e tensioni con almeno sei manifestanti uccisi dalle Forze Armate a Homs e molte decine di feriti e di arresti “preventivi” in altre località. A Damasco é finito in manette anche il noto oppositore ed ex parlamentare Riad Seif (da poco era uscito di carcere). I suoi familiari hanno riferito che è stato portato via assieme ad altri dimostranti da agenti di polizia che lo hanno caricato a bordo di un veicolo nei pressi della moschea al Hassan, nel quartiere di Midan, dove era in corso una manifestazione.

Non è prevista alcuna sanzione europea invece contro il monarca assoluto del Bahrain, Hamad al Khalifa, che pure ha represso nel sangue il movimento per le riforme e la democrazia di Piazza della Perla. Almeno quattro manifestanti sono stati condannati a morte, molti altri a pesanti pene detentive sulla base di accuse gonfiate e al termine di processi senza garanzie per gli imputati. Le ultime notizie da Manama riferiscono di una ulteriore stretta nei confronti della stampa.

Da lunedì cesserà le pubblicazioni su ordine delle autorità al Wasat, l’unico quotidiano vicino all’opposizione. Diverse donne del Bahrein peraltro denunciano di aver subito violenze sessuali dalle forze militari saudite entrate nel paese su richiesta di re Hamad. Fatima, una parente dell’attivista bahrainita Abdulhadi al-Khawaja (detenuto dall’inizio di aprile), ha detto all’emittente Press TV di essere stata stuprata nella sua abitazione da soldati sauditi. Press tv riferisce di altri casi di violenze sessuali. Nelle ultime ore è giunta anche denuncia di Navy Pillay, alto commissario dell’Onu per i diritti umani, che ha chiesto al regime bahranita di cessare la tortura dei detenuti politici.

Ma nel caso del Bahrain l’Europa e gli Stati Uniti fingono di non vedere e tacciono. Re Hamad è un ottimo alleato dell’Occidente, ospita la base della V Flotta Usa ed è ostile nei confronti dell’Iran che accusa di sostenere il movimento sciita in Bahrain e nel Golfo. «Meriti» che, a quanto pare, gli garantiscono una piena immunità.

 

 

Al Cairo l’accordo Hamas-Fatah

Al Cairo l’accordo Hamas-Fatah

di  Nena News 

Roma, 4 maggio 2011. E’ in corso al Cairo, alla presenza del presidente dell’Anp Abu Mazen e del leader di Hamas Khaled Mashaal, la firma dell’accordo di riconciliazione tra Fatah e il mov...

Libia: assalto ai fondi sovrani

Libia: assalto ai fondi sovrani

di Manlio Dinucci

L’obiettivo della guerra in Libia non è solo il petrolio, le cui riserve (stimate in 60 miliardi di barili) sono le maggiori dell’Africa e i cui costi di estrazione tra i più bassi de...

Siria: interrogativi senza risposta

Siria: interrogativi senza risposta

di Maurizio Matteuzzi

Il vento del Maghreb alla fine è arrivato al Mashreq. Levatosi dall’occidente arabo in dicembre, in aprile ha investito l’oriente. Inevitabilmente. Tunisia, Egitto, Yemen, Bahrain...

Libia:un war game profetico

Libia:un war game profetico

di Giulietto Chiesa e Pino Cabras

L’attacco franco-britannico contro la Libia pare non avesse niente a che fare con operazioni umanitarie di sorta. Infatti sarebbe stato programmato con larghissimo ant...

JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL

Edicola internazionale

Internazionale.it
I link ai giornali di tutto il mondo

Le ragioni del no alla TAV

Notav

 

 

 

 


Appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino – Lione, Progetto Prioritario TEN-T N° 6, sulla base di evidenze economiche, ambientali e sociali.

Leggi tutto

Cuba

Il terrorismo
contro Cuba
a cura di:
Fabrizio Casari
Sommario articoli

Questo sito è ottimizzato per
 
Firefox

Syndicate

feed-image Feed Entries