Altrenotizie - Fatti e notizie senza dominio

Dom
30 Aprile 2017
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

IL FUTURO È NELLA BIODIVERSITÀ

Hits smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon
di Liliana Adamo

Filo diretto col Charles Darwin Centre.
In un incontro a distanza con la Dott.ssa Roslyn Cameron ("Development Manager" della Fondazione intitolata a Charles Darwin, che ha sede a Quito e della Stazione di Ricerca, che si trova a Puerto Ayora, sull'isola di Santa Cruz), abbiamo sondato l'attuale stato di salute di "queste isole maestose" (come lei stessa le definisce), rimarcando gli aspetti critici che minacciano la straordinaria biodiversità delle Galapagos; un'emergenza, purtroppo, di lunga durata:

Roslyn Cameron:

"La fondazione intitolata a Charles Darwin è, in sintesi, un organo scientifico e consultivo al servizio del Parco Nazionale delle Galapagos e delle autorità governative che pianificano i programmi e gli strumenti finalizzati alla tutela dell'intera zona. Noi effettuiamo le ricerche relative alle specie originarie e a quelle introdotte, alle minacce contro la biodiversità e pianifichiamo metodi di verifica per le problematiche causate (o che potenzialmente potrebbero causare) le specie invasive nell'intero arcipelago. Vorrei sottolineare che la sopravvivenza di lunga durata delle specie originarie delle Galapagos dipende esclusivamente dal ripristino di questi programmi e dalle attività di ricerca intraprese nelle isole."

Dopo il disastro della petroliera Jessica, avvenuto nel gennaio del 2001, qual è la situazione attuale delle specie in pericolo?

"Immediatamente dopo l'evento, oltre 300 animali, varie specie d'uccelli, leoni marini e iguane sono stati contaminati da un pesante lubrificante di tipo intermedio (IFO). La risposta è stata rapida e decisa, molti volontari hanno raccolto gli animali ed eseguito un lavoro di pulitura in modo da ridurne la mortalità, anche se, una specie rarissima, il gabbiano della lava, una tipologia tra le più sporadiche al mondo, è a rischio d'estinzione a causa dell'alta percentuale d'uccelli intossicati che non siamo riusciti a salvare. Forse, dal momento dell'impatto con le coste integre, gli effetti più devastanti si sono trasformati nel tempo; nelle colonie monitorate, il 60% delle iguane marine sono morte per evidente bio-accumulazione di tossine presenti nelle alghe, che hanno ingerito durante l'anno, dopo il disastro ecologico(Wilkelski in "Nature", 2002); sebbene altre comunità viventi nell'ecosistema marino, apparirebbero inalterate.
Il CDF effettua un continuo monitoraggio degli ecosistemi, esaminando la chiave d'ogni specie indigena, coadiuvando il personale del Parco Nazionale e gli scienziati che, di volta in volta, arrivano al Centro di Ricerca; tutto fa parte d'una valutazione a lungo termine."

Esiste una presunta situazione di degrado ambientale, dovuto all'affollamento eccessivo di queste isole…

"L'incremento della popolazione e del turismo induce ad aumentare il rischio delle specie invasive e questa è la minaccia più grande alla biodiversità terrestre. Poiché c'è più gente che vive sulle isole e molti sono quelli che arrivano per visitarle, ci sono più movimenti e un carico eccessivo, dovuto al gran numero di barche ed aerei turistici. Tutto questo può determinare il rischio d'eventi legati all'inquinamento e al degrado ambientale. Inoltre, l'incremento della popolazione spinge alla necessità di trovare lavoro e mezzi di sostentamento, quindi, alla sfida per l' uso sostenibile delle risorse naturali, come l'acqua, le risorse energetiche e di un'equa ripartizione di servizi per la formazione e la salute."

Fino a che punto la biodiversità marina risulta compromessa dai fattori di rischio ambientali che sussistono nelle isole?

"Tale biodiversità resiste anche dopo migliaia d'anni di forte cambiamento climatico, come lo è stato El Nino. Indubbiamente, l'aumento delle attività umane nelle riserva marina, negli ultimi 40 anni, è senza precedenti nella storia evolutiva delle isole. Oggi, una combinazione d'effetto climatico ed umano interessa i processi degli ecosistemi in senso complesso che, urgentemente, stiamo provando a capire. L'incremento dei traffici via mare, i potenziali incidenti con perdita di combustibili nocivi, l'innalzamento delle acque legate ai cambiamenti climatici, un fenomeno che immette altre specie invasive, l'esaurimento delle risorse ittiche, sono solo alcuni dei molteplici rischi che possono schiacciare un già delicato equilibrio e portarlo verso l'estinzione delle specie locali. La perdita di specie peculiari come i coralli, delle ampie riserve d'alghe che formano ricchi habitat, come pure i grandi predatori, gli epinefoli (grandi pesci che vivono nei mari caldi) e gli squali, può modificare radicalmente e velocemente gli ecosistemi, riducendo le diversità e le capacità delle specie originarie a recuperare e sopravvivere agli eventi naturali come El Nino."

Quali prospettive per le Galapagos?

"Se la gente può imparare a lavorare assieme, allora le prospettive sono eccellenti per la generazione futura di una società veramente sostenibile. Il lavoro del CDF a supporto di uno sviluppo attuato con le politiche adatte, contribuisce a diffondere una cultura orientata alla conservazione, a promuovere il commercio equo e sostenibile, rafforzando le organizzazioni locali per un'effettiva amministrazione e tutela delle Galapagos. Facciamo questo fornendo le informazioni risolutive, funzionali e di sostegno alla capacità di gestire questo patrimonio soprattutto dalle comunità locali."

 

Edicola internazionale

Internazionale.it
I link ai giornali di tutto il mondo

Le ragioni del no alla TAV

Notav

 

 

 

 


Appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino – Lione, Progetto Prioritario TEN-T N° 6, sulla base di evidenze economiche, ambientali e sociali.

Leggi tutto

Cuba

Il terrorismo
contro Cuba
a cura di:
Fabrizio Casari
Sommario articoli

Questo sito è ottimizzato per
 
Firefox