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Ven
18 Agosto 2017
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L'ora di ricevimento

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di Sara Michelucci

C'è chi cerca un banco vicino alla finestra per guardare fuori e sognare di essere in un altro luogo; chi si mette in prima fila, rassegnato per il suo destino di 'primo banco' e chi, invece, ha lo spirito del buon samaritano e cerca sempre di sobbarcarsi tutti i problemi. Sono solo alcuni degli alunni tipo che il professor Ardeche (un bravo Fabrizio Bentivoglio) si trova di volta in volta di fronte.

Caratteristiche che può riscontrare ogni anni anche se i ragazzi cambiano. L'ora di ricevimento diretto da Michele Placido e andato in scena al teatro Secci di Terni, narra le gesta di un professore di lettere che insegna nell'esplosiva e multietnica banlieue di Les Izards, ai margini dell'area metropolitana di Tolosa. La scolaresca che gli è stata affidata quest'anno è ancora una volta un mix di culture che con non poca fatica l'insegnante dovrà far combaciare.

Ed è proprio durante l'ora di ricevimento con i genitori che verranno fuori tutte le difficoltà, le paure e i luoghi comuni che caratterizzano le varie culture e religioni, spinte forse un po' troppo all'eccesso. “Un incalzante mosaico di brevi colloqui con questa umanità assortita di madri e padri, che prende vita sulla scena l'intero anno scolastico della classe Sesta sezione C. Sullo sfondo, dietro una grande vetrata, un grande albero da frutto sembra assistere impassibile all'avvicendarsi dei personaggi, al dramma dell'esclusione sociale, ai piccoli incidenti scolastici di questi giovani apprendisti della vita”, afferma Stefano Massini, autore del testo.

Si ride ma allo stesso tempo si riflette, guardando scorrere sul palcoscenico i genitori dei diversi alunni, che non vengono mai mostrati, ma che sembra di conoscere e quasi di vedere nelle descrizioni fatte dall'insegnante. Un mondo quasi parallelo quello che si vive all'interno della scuola, ma che inevitabilmente influenzerà e sarà a suo volta influenzato dall'esterno, in un gioco di ruoli e di destini incrociati.


 

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