Altrenotizie - Fatti e notizie senza dominio

Mer
7 Dicembre 2016
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Società

Carceri italiane, pene e misure alternative

Carceri italiane, pene e misure alternative

di Tania Careddu

Una pena umana, in grado di rieducare. A questo, tra l’altro sancito dal dettato costituzionale, dovrebbe puntare il sistema penitenziario italiano. Che, invece, è ancora legato a una vecchia, dell’epoca fascista, concezione del carcere. Punitivo e marginalizzante. Rendere inoffensivi i criminali, certo, ma reinserirli nella società è meno scontato. Con il risultato, oltre che affatto etico, di produrre recidivi dal costo sociale ed economico - mantenimento di forza lavoro inattiva e spese giudiziarie - non trascurabile.

E se un detenuto, scontata la pena e tornato in libertà, ricomincia a delinquere, come spesso succede a chi passa direttamente dal carcere alla vita civile, significa che il sistema penitenziario è incapace. Oltre che di contenere - vedi il sovraffollamento e i suicidi - pure di rieducare.

Prova ne sia il dato che l’Italia resti l’unico grande paese europeo dove oltre la metà dei condannati sconta la pena in carcere senza valutare il ricorso alle pene alternative. Le quali, invece, imponendo di lavorare per ripagare il danno inflitto, facilitano il (graduale) reinserimento nella società e contengono le recidive tanto che, secondo vecchi dati, il tasso di queste era pari al 68 per cento tra i detenuti contro il 19 per cento di chi aveva scontato la pena nei servizi sociali.

Però i detenuti che hanno un’occupazione stabile (lavoranti, in gergo penitenziario, maggiormente occupati nelle produzioni e riparazioni di capi di abbigliamento, nelle falegnamerie, nei panifici e nei call center) sono una minoranza e sono, oltretutto, diminuiti tra i primi anni novanta e il 2012 – annus horribilis, in cui meno di un detenuto su cinque svolgeva un lavoro – e solo quattro su cento frequentano corsi di formazione professionale, la cui partecipazione è, anch’essa, scesa ulteriormente dagli inizi degli anni novanta, dimezzandosi.

Il budget, secondo quanto riportato nel minidossier Dentro o fuori, redatto da Openpolis, destinato alle misure alternative è pari a circa il 5 per cento delle risorse dell’amministrazione penitenziaria anche se, rispetto al 2011, sono aumentati del 29 per cento l’affidamento in prova ai servizi sociali, fuori dagli istituti di pena, del 20 per cento la detenzione domiciliare e aumentano, in misura consistente, i condannati ai lavori di pubblica utilità.

Misura che, dal 2014, avendo il legislatore italiano mutuato dai sistemi penali occidentali, l’istituto della messa alla prova, viene utilizzata solo per le violazioni del codice della strada, nel 94 per cento dei casi, o per reati minori e non come reale alternativa al carcere per altri reati.

Non è da escludere che il nostro attempato sistema dimostri più resistenze a formare (e a riformarsi) per una caratteristica strutturale: il personale non ha una formazione eterogenea e i suoi dipendenti sono in massima parte agenti di custodia; carente, quindi, la presenza di insegnanti, educatori, mediatori culturali e psicologi.

Confermato il persistente orientamento del sistema penitenziario italiano: anche nel 2016, isolare i cinquantaquattromila detenuti delle centonovantatre carceri nostrane. Che efferato delitto.

 

Nascite a picco

Nascite a picco

di Tania Careddu

Ideologicamente di parte, dal sapore squisitamente cattolico, a colpi di pedagogia antidemocratica, ingannevole e sterile, quel pasticciaccio brutto della campagna per il fertility day...

Spese militari, unica crescita

Spese militari, unica crescita

di Tania Careddu

Che sicurezza e libertà debbano prosperare insieme non c’è dubbio ma i dati riportati nel "Primo rapporto annuale sulle spese militari italiane 2017", a cura dell’Osservatorio sulle sp...

Immigrati, fin qui sani

Immigrati, fin qui sani

di Tania Careddu

“La Heimweh, questa malattia così spesso mortale non è stata sinora descritta dai medici”, disse il medico svizzero Johannes Hofer, rappresentando nel termine tedesco, “il dolore di co...

Maltrattamento sui bambini, nuove forme crescono

Maltrattamento sui bambini, nuove forme crescono

di Tania Careddu

Quando esordisce fin dai primissimi giorni di vita, il maltrattamento condiziona, in modo irreversibile, se non adeguatamente trattato, le modalità, le strutture e le conseguenti funzi...

JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL

Edicola internazionale

Internazionale.it
I link ai giornali di tutto il mondo

Le ragioni del no alla TAV

Notav

 

 

 

 


Appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino – Lione, Progetto Prioritario TEN-T N° 6, sulla base di evidenze economiche, ambientali e sociali.

Leggi tutto

Cuba

Il terrorismo
contro Cuba
a cura di:
Fabrizio Casari
Sommario articoli

Questo sito è ottimizzato per
 
Firefox

Syndicate

feed-image Feed Entries