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Gio
2 Ottobre 2014
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Società

Scuole insicure

Scuole insicure

di Tania Careddu

E’ bastata una grandinata, seppure dai chicchi di enormi dimensioni, a far crollare l’interno di una scuola elementare di Lazzeretto, frazione di Cerreto Guidi, vicino a Empoli. Danni: cinque feriti, tutti adulti. E’ solo l’ultimo, in ordine cronologico, dei trentasette episodi del tipo verificatisi in quest’anno, a confermare quanto riportato dal XII Rapporto su “Sicurezza, qualità, accessibilità a scuola” di CittadinanzAttiva. E cioè che le scuole italiane non sono sicure.

Su duecentotredici strutture monitorate, quattro edifici su dieci hanno una manutenzione carente, oltre il 70 per cento ha lesioni strutturali sulla facciata esterna, nei corridoi, nelle mense e nei bagni, e le aule presentano distacchi di intonaco. Fatiscenti i laboratori, le palestre e le segreterie.

Gli interventi per porre riparo alla situazione vengono attuati in un caso su tre. Mancano scale di sicurezza, vetrate a norma, porte con apertura antipanico. Solo una scuola su tre possiede il certificato di agibilità statica, di agibilità sanitaria solo il 15 per cento degli istituti, e il 23 per cento quello di prevenzione incendi. I cortili, centosettantotto su duecentotredici, con mura di cinta nell’80 per cento dei casi, hanno una pessima recinzione in una scuola su cinque.

Il loro uso è promiscuo: da magazzini, con ingombri e rifiuti non rimossi, a parcheggi per personale e famiglia. In due cortili su tre è presente un’area verde, utilizzata come spazio ricreativo o sportivo. Dove, nell’80 per cento delle scuole, si svolgono attività didattiche, e, nel 49 per cento dei casi, culturali, sportive e ricreative. Se non fosse per la cattiva abitudine di lasciare i cancelli aperti durante le ore di lezione. Anche perché il sistema di vigilanza è attivo nel 77 per cento delle scuole ed è svolto da collaboratori scolastici. Cosicché, oltre a essere dubbia l’incolumità degli studenti, si possono verificare atti di vandalismo ed episodi di criminalità all’interno degli edifici.

Più della metà dei quali è ubicata in zone ad alto rischio sismico, una su quattro in aree a rischio idrogeologico, il 7 per cento in quelle a rischio industriale, il 5 per cento a rischio vulcanico, il 14 per cento è sistemata in luoghi a elevato inquinamento acustico, il 2 per cento “contiene” amianto e radon.

E abbondano le barriere architettoniche: una scuola su quattro è priva di posti ad hoc, nel cortile interno, per disabili e quasi una su due non ne possiede nemmeno nei pressi dell’edificio; sebbene nel 46 per cento di essi vi sia un ascensore, o non è funzionante o non è abbastanza capiente per consentire l’ingresso di una carrozzina per disabili.

La quale non trova alloggiamento, talvolta, nemmeno nei banchi (che dovrebbero essere adattabili a uno studente diversamente abile) e fa difficoltà ad accedere ai bagni, sprovvisti, per tutti, di carta igienica, di sapone, di asciugamani e di scopini per il wc. Anche le aule computer, in un caso su tre, non possiedono sussidi didattici adatti agli studenti inabili, i quali non possono neppure usufruire delle attrezzature tecnologiche.

Unica nota positiva: il piano di evacuazione è presente in tutte le scuole e le prove per la sua applicazione sono state effettuate nel 90 per cento di esse, per lo più relative al rischio incendio e sismico. Riscontrabile, soprattutto in Sicilia e in Campania, in più di quattromilaottocento scuole, e in Calabria, in circa tremila. Almeno si può scappare.

 

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