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Mer
4 Maggio 2016
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Politica

Contanti e birbanti

Contanti e birbanti

di Antonio Rei

A suo tempo Matteo Renzi disse di ispirarsi a Martin Luther King, ma sembra che come modello non disprezzi affatto Silvio Berlusconi. Ieri il Premier ha annunciato che con la nuova legge di Stabilità sarà alzata da mille a 3mila euro la soglia oltre la quale non è possibile pagare in contanti. La minoranza sinistrorsa del Pd non ci sta, sostenendo - a ragione - che con questa misura s'incoraggia l'evasione fiscale. I berluscones, invece, esultano, visto che proprio Forza Italia aveva proposto l’innalzamento del limite ai contanti in un progetto di legge presentato solo pochi giorni fa.

Il provvedimento in questione fa il paio con la legge che prevede l'obbligo per i professionisti di dotarsi del Pos: una norma che non prevede alcuna sanzione per chi sgarra, e perciò è sostanzialmente ignorata da tutta Italia. Ci sarebbero poi da citare il taglio del cuneo fiscale dell'anno scorso, che in realtà è stato un regalo alle imprese, e la cancellazione delle tasse sulla prima casa in arrivo quest'anno (socialmente iniquo perché avvantaggia i ricchi), che richiama le vecchie campagne elettorali forzaitaliote su Ici e Imu. Insomma, ce n'è abbastanza per considerare la politica fiscale di Renzi di ispirazione marcatamente berlusconiana.

Ma torniamo al tetto ai contanti. Nel tempo è cambiato varie volte, ma negli ultimi cinque anni ha subito solo riduzioni (nel maggio 2010 da 12.500 a 5mila euro, nell’agosto 2011 da 5mila a 2.500 euro e nel dicembre 2011 da 2.500 a mille euro). Il taglio progressivo puntava a incoraggiare l’utilizzo della moneta elettronica in funzione anti-evasione. Non sorprende quindi che l'ultimo premier ad alzare questa soglia sia stato proprio Berlusconi, il quale la riportò da 5mila a 12.500 euro nel giugno del 2008.

Finché a metterla in atto è Forza Italia, una misura del genere non sorprende: in fondo l'ex Cavaliere - che, ricordiamo, è un pregiudicato per frode fiscale -  ha raggiunto il successo politico solleticando in ogni modo la pancia degli evasori italiani. Se però la stessa proposta arriva da un leader che si definisce di sinistra, qualche dubbio nasce. Intendiamoci, la soglia di 3mila euro è lontana da quella berlusconiana di 12.500, ma il valore politico della mossa non cambia.

Renzi sostiene che il ritocco in arrivo porterà il limite di tracciabilità italiano alla media europea. In realtà andrà oltre, almeno se prestiamo fede uno degli emendamenti alla manovra, in cui si legge che "l’innalzamento della soglia di tracciabilità a 2.000 euro significa portare l’utilizzo del contante alla media europea". La proposta di modifica in questione è firmata da Viviana Beccalossi, Stefano Saglia e Maurizio Bianconi, tre deputati del gruppo Pdl. Il governo Pd, quindi, non solo accontenta i berlusconiani, ma va addirittura oltre le loro richieste.

Al di là dell'inutile diatriba sulla media, è vero che nell’Unione europea le leggi di 11 Stati (tra cui Germania e Olanda) non prevedono alcun limite all’uso dei contanti, mentre in altri casi il tetto è più alto di quello attualmente in vigore nel nostro Paese (ad esempio in Francia e in Spagna, rispettivamente a 3mila e 2.500 euro).

Ma il punto è un altro. Il confronto con il resto dell'Ue ha poco senso per due ragioni: primo, nessun altro Paese europeo ha un livello di evasione fiscale nemmeno lontanamente paragonabile a quello dell'Italia; secondo, da noi l'utilizzo della moneta elettronica è assai meno diffuso che nel resto dell'Unione.

Perché mai allora varare una misura che scoraggia la tracciabilità e incoraggia a fare i furbi? Semplice: per rispondere al pressing di commercianti e albergatori, che, soprattutto in vista del Giubileo, chiedono di facilitare i pagamenti alla moltitudine di turisti stranieri in arrivo. Una giustificazione di un naif che fa quasi tenerezza. Quanti saranno mai i pellegrini devoti che girano con in tasca un rotolo di banconote da 3mila euro e - chissà perché - non hanno in portafoglio né un bancomat né una carta di credito?

 

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