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14 Febbraio 2016
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Politica

La coscienza di Beppe

La coscienza di Beppe

di Antonio Rei

Protestare è giusto, piace a tutti e spesso è comodo. Anche assumersi una responsabilità ogni tanto è giusto, ma non piace a tutti e non è mai comodo. Ne sa qualcosa Beppe Grillo, che a pochi giorni dalla votazione decisiva del Senato sul disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili fa marcia indietro e concede “libertà di coscienza” ai portavoce del Movimento 5 Stelle.

Il motivo? La cosiddetta “stepchild adoption”, ovvero la possibilità di adottare il figlio del partner anche all’interno di coppie omosessuali. Un punto su cui “le sensibilità degli elettori, degli iscritti e dei portavoce Movimento 5 Stelle sono varie per questioni di coscienza”, si legge sul blog.

A dire il vero, nell’ottobre del 2014 i grillini si erano espressi in una consultazione online a favore delle unioni civili. Quel documento viene oggi buttato nel cestino da Grillo perché “non era presente alcun accenno alle adozioni e gli iscritti del M5S non hanno potuto dibattere su questo argomento specifico”.

Perciò, “in seguito alle tante richieste da parte di elettori, iscritti e portavoce M5S su questo tema etico si lascia libertà di coscienza ai portavoce M5S al Senato sulle votazioni agli emendamenti della legge Cirinnà e alla legge nel suo complesso anche se modificata dagli emendamenti”.

In realtà, di stepchild adoption si parla ormai da molto tempo, per cui, volendo, il tempo di “dibattere su questo argomento specifico” non sarebbe mancato. Inoltre, per una consultazione last minute c’è sempre spazio sulla rete, quindi perché non ripetere il voto e far decidere al popolo grillino (e sovrano)? “Non si fa ricorso a un'ulteriore votazione online - spiega il post - perché su un tema etico di questa portata i portavoce M5S al Senato possono comunque, in base ai dettami della loro coscienza, votare in maniera difforme dal gruppo qualunque sia il risultato delle votazioni”. Quindi, in realtà, il tempo per dibattere non serviva.

Ne è servito poco anche per completare il giro della piroetta: nel volgere di pochi giorni, infatti, il Movimento è passato dalla minaccia di far saltare il Ddl in caso di ritocchi da parte del Pd all’inusitata scelta della libertà di coscienza (garantita dalla Costituzione, ma finora sempre vituperata dal Movimento).

A ben vedere, il ribaltone consente di sottrarsi a una responsabilità molto scomoda. Sulle unioni civili la maggioranza degli italiani è d’accordo, ma il via libera all’adozione nell’ambito di una coppia omosessuale desta molte più perplessità (anche se il punto non è concedere nuovi diritti, ma garantire ai minori ulteriori tutele, regolando per via giuridica delle situazioni che già si verificano).

Grillo e Casaleggio questo lo sanno benissimo, perciò scelgono di non scegliere, dimostrando ancora una volta la differenza che passa fra protestare e prendere posizione. Finché ci si limita alla contestazione, si ha sempre ragione, si sia ex Pci e ex Msi, centri sociali o Casa Pound, apolidi, delusi o arrabbiati vari. Quando però si tratta di realizzare qualcosa di concreto nel mondo reale, come far passare in Parlamento una legge importante, bisogna scegliere da che parte stare e affrontare il dissenso della parte avversa.

In questo caso, però, il dissenso è all’interno del Movimento. Sembra che il fronte dei contrari alla stepchild adoption fra i senatori grillini sia più ampio del previsto, perciò il tentativo d’imporre una linea sarebbe stato assai pericoloso: primo, perché un’ulteriore spaccatura fra i parlamentari del M5S si sarebbe rivelata difficile da gestire e molto scomoda in vista delle amministrative; secondo, perché in caso di voto segreto il rischio di una figuraccia sarebbe stato molto concreto.

Tutti problemi che si risolvono in scioltezza tirando fuori dal cilindro il coniglio della libertà di coscienza. E pazienza se a questo punto l’approvazione della legge torna in bilico, visto che, senza l’apporto certo di tutti i senatori grillini, la maggioranza alternativa con M5S al posto del Nuovo Centrodestra potrebbe fallire la sua missione.

Il Pd, a parole, non vorrebbe stralciare dal testo l’articolo sulla stepchild adoption, ma forse sarà costretto a farlo per non mettere a rischio l’intero disegno di legge. Il tutto per la gioia di Alfano, che potrebbe intestare a proprio merito un disastro causato dalla viltà di altri.

 

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