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24 Marzo 2017
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Ambiente

LA DIOSSINA FA BENE?

LA DIOSSINA FA BENE?di Alessandro Iacuelli

Nell'agosto 2004, il comprensorio di Acerra (Napoli) sale alla ribalta della scena mediatica italiana a causa delle proteste popolari contro la costruzione di un inceneritore. Durante quelle proteste, per la prima volta, è venuto allo scoperto il problema dell'avvelenamento del terreno e delle acque.
Alcuni pastori della zona, portarono nelle vicinanze del cantiere sette pecore agonizzanti per dimostrare la fondatezza dell'allarme-diossina registrato in un'area vicina al cantiere. Gli animali furono lanciati a terra, a pochi passi dal cordone di agenti di polizia che presidiavano la strada d'accesso alla zona dei lavori.
In realtà, la presenza di diossina nei "Regi Lagni", canali di scolo delle acque reflue e piovane di età borbonica ancora esistenti sul territorio, era già stata rilevata tempo addietro, prima dell'apertura del cantiere per la costruzione dell'inceneritore.

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LA DISCARICA DELLA SALUTE

LA DISCARICA DELLA SALUTEdi Alessandro Iacuelli

Nell'estate 2004, il dottor Alfredo Mazza, ricercatore in Fisiologia Clinica del CNR a Pisa, ha pubblicato sulla prestigiosa rivista medica "The Lancet Oncology" un suo agghiacciante studio sull'incidenza tumorale in Campania. I risultati degli studi e delle analisi effettuate dal ricercatore furono anche pubblicate su quasi tutti i quotidiani italiani. Nello studio, ci si riferisce ad un'area di 12 comuni, compresi tra Acerra, Pomigliano d'Arco, Nola e le falde settentrionali del Monte Somma, facente parte del Parco Nazionale del Vesuvio. In quest'area vivono oggi circa un milione di persone. Statistiche alla mano, Mazza mostra come l'indice di mortalità per tumore al fegato ogni 100.000 abitanti sfiora il 35.9 per gli uomini e il 20.5 per le donne rispetto a una media nazionale che è del 14. Questo in un quadro generale che assegna alla zona un indice di mortalità mediamente più elevato anche per altre forme di cancro. Le cause sono certamente molteplici. Per cercare di farsi un'idea occorre guardare indietro nel tempo e tornare agli anni dello sviluppo industriale della zona, che fino ai primi anni '70 ha visto un'economia completamente basata su agricoltura ed artigianato. Solo nel 1972 entra in produzione il grande stabilimento AlfaSud di Pomigliano d'Arco, oggi Fiat Auto, senza che dal punto di vista sanitario si osservasse un aumento di certi tipi di malattie. Solo con l'apertura dello stabilimento Montefibre ad Acerra si rileva (e tra l'altro nel giro di pochi anni) una prima impennata dei casi di tumore e dei morti di cancro nella zona. Nel giro di pochi anni, si è cercato di correre ai dovuti ripari, impegnando la direzione di Montefibre (leader nel settore dell'Acrilico), ad usare solo resine non inquinanti.

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